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Muhammed Deif, il capo militare delle brigate Qassam nonché amico di Yahya Sinwar, è stato tradito da un corriere di Hamas, che ha passato all'esercito israeliano informazioni fondamentali per la sua eliminazione il 13 luglio. La gola profonda ha confessato, secondo una ricostruzione pubblicata dall'emittente Al Arabiya. Nessun'altra fonte conferma o smentisce. Di fatto, Deif, per gli israeliani «il bin Laden di Gaza» perché ritenuto responsabile del 7 ottobre, con la sua morte lascia un vuoto significativo nella piramide gerarchica di Hamas. Non solo. Al fianco di Sinwar si è aperto un vuoto: i due «terroristi nel midollo» cresciuti insieme a Khan Younis avevano un rapporto speciale. Ora accanto a Sinwar resta il più fidato per ragioni di sangue: il fratello Muhammed. In cima alla lista dei ricercati, già nella leadership militare e ora, probabilmente nominato al posto di Deif in gran segreto. Muhammed, che in una rara intervista a Al Jazeera a maggio ebbe a dire: «Per noi, lanciare razzi su Tel Aviv è più facile che bere un bicchiere d'acqua». E forse martedì è stato proprio lui a lanciare da Khan Younis il razzo finito in mare. Adesso pare sia lui ad occuparsi direttamente della sicurezza del capo di Hamas, dei suoi spostamenti, dei messaggi scritti a mano, o stampati, che Yahya Sinwar firma e inoltra attraverso una serie di corrieri. Palestinesi che non lo hanno mai visto in faccia e che si passano la staffetta attraverso i tunnel finché le direttive non arrivano al destinatario. Dopo l'uccisione di Deif, il cordone intorno a Sinwar si è stretto ancora di più: solo in pochissimi sanno più o meno in che zona della Striscia si trovi. Nessuno, escluso il fratello, sa il posto dove passerà la notte. --