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Fabrizio Merli / paviaBasta minori stranieri non accompagnati nelle strutture di accoglienza comunale, e in particolar modo al villaggio San Francesco. L'assessore alle Politiche sociali, Francesco Brendolise, lo aveva annunciato subito dopo il conferimento della delega e adesso una delibera di giunta sancisce la sua volontà. Cinque minori, giunti negli ultimi 15 giorni, sono stati tutti destinati a delle comunità. Il villaggio, dopo l'estate, verrà chiuso e sottoposto a una robusta ristrutturazione.il pronto interventoLa delibera di giunta sancisce l'istituzione del Pronto intervento sociale da parte del Consorzio sociale pavese, organismo di cui il Comune di Pavia è capofila e al quale appartengono anche i Comuni di Carbonara al Ticino, Cava Manara, Mezzana Rabattone, San Genesio ed Uniti, San Martino Siccomario, Sommo, Torre D'isola, Travacò Siccomario, Villanova d'Ardenghi, Zerbolò e Zinasco.In sostanza un assistente sociale sarà disponibile 24 ore su 24, con turni notturni che vanno dalle 17 alle 8 del giorno successivo. «Prima - racconta l'assessore Brendolise - quando le forze dell'ordine intercettano un minore straniero sul territorio, lo portavano automaticamente al villaggio San Francesco. Adesso, invece, contattano il numero dell'assistente sociale reperibile che, a sua volta, si attiva per trovare subito una sistemazione al minore in una comunità». Che la struttura di viale Sardegna fosse inadatta a ospitare i minori stranieri non accompagnati era un fatto acclarato. La struttura era nata principalmente per accogliere famiglie sfrattate e la convivenza con ragazzi spesso "difficili" non era più possibile. E pur senza voler estendere responsabilità che sono personali, è un altro dato di fatto che molti protagonisti di episodi di microcriminalità degli ultimi mesi, dalle piccole rapine alle risse, provenissero proprio dalla struttura di viale Sardegna.cambio di regoleInoltre i giovani stranieri ospitati al villaggio utilizzavano anche il dormitorio di via San Carlo per trascorrere la notte. Una situazione che è stata radicalmente modificata: attualmente al villaggio non vi sono più minori stranieri non accompagnati e gli ultimi cinque rintracciati sul territorio sono stati affidati a comunità in grado di seguirli. Dopo l'estate, l'amministrazione affronterà in maniera radicale la questione. Il villaggio San Francesco verrà chiuso per ristrutturazioni e le persone attualmente ospitate saranno trasferite in una sezione di via San Carlo o avviate a percorsi di autonomia abitativa. «Naturalmente - prosegue l'assessore Brendolise - il villaggio San FRancesco sarà oggetto, nel corso del 2025 di una ristrutturazione e rifunzionalizzazione robusta e verrà destinato, una volta reso disponibile, ad accogliere fattispecie di disagio non indistinte ma ben individuate e con progetti socializzanti specifici».presidio notturno«Il Villaggio San Francesco - conclude l'assessore - sarà gestito in maniera radicalmente differente da come lo si è gestito ora, con accessi controllati, presidio notturno, gestione diurna con operatori sociali specializzati. Insomma non sarà più un "non luogo" tappabuchi, ma un vero e proprio laboratorio di risocializzazione e di coesione sociale». Si tratterà, in sostanza, di una sorta di ritorno "alle origini", alle finalità per le quali la struttura venne realizzata e alle modalità con cui fu gestita per anni.A inquadrare la situazione non più sostenibile era stato, lo scorso mese di gennaio, Francesco Costantino, presidente della Fondazione Giuseppe Costantino, che dall'anno scorso ha ricevuto in appalto dal Comune la gestione del villaggio.«I giovani ospiti di giorno al villaggio - aveva detto - sono 16-17enni che hanno passato le pene dell'inferno. Hanno capito che solo se fanno i bulli sopravvivono, ed è per questo che non si può pensare di accoglierli senza un progetto che faccia capire loro che la dinamica del branco non è l'unica possibilità. Senza iniziative, restano nella struttura a gozzovigliare, l'ambiente si inasprisce e gli operatori lavorano male. Non bastano i corsi di italiano, serve un progetto per offrire loro un'alternativa». --© RIPRODUZIONE RISERVATA