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Il dibattitoMatrimoni in calodobbiamo riflettereGentile direttore,i dati recentemente emersi sul calo dei matrimoni nella nostra provincia (non diversi dal resto della penisola) dovrebbe far molto riflettere.Certo, da un lato si tratta di una conseguenza inevitabile della crisi demografica, ma dall'altro rappresenta la crisi profonda di un istituto civile (valido anche come sacramento per i credenti) che i nostri padri costituenti hanno voluto addirittura inserire nella carta costituzionale e non in leggi secondarie (vedi articolo 29 e successivi).Ecco allora che la scelta del matrimonio - o la vocazione al matrimonio - non sono gesti intimistici o fini a se stessi, ma hanno una valenza sociale per tutta la comunità. Anzi, riguardano la tenuta stessa dello Stato Sociale, perché un maggior numero di matrimoni rappresenta - secondo tutte le ricerche - un indicatore prezioso rispetto a una comunità che, attraverso un patto stabile, si prende cura sia dei propri figli sia dei propri anziani.Il matrimonio è anche la metafora civica dell'impegno di due persone a costruire e progettare, nel medio e lungo periodo, un futuro carico di speranza, capace di abbracciare le gioie e affrontare le difficoltà, senza far predominare istinti effimeri.In questo senso, lo Stato e tutte le sue amministrazioni, pur nel rispetto della libertà di ciascuno, devono ricordarsi che il Matrimonio ha una tutela costituzionale che altre scelte non hanno.A laici e credenti, però, spetta anche una sfida che nessuna legge - per quanto apprezzabile - potrà mai cancellare: quella di proporre il matrimonio come una testimonianza quotidiana di bellezza, unità e solidarietà.Filippo CavazzaPaviaPaviaMalamovidafenomeno tristePensavo e speravo che la problematica della malamovida in centro storico a Pavia venisse affrontato e risolto dalla nuova Amministrazione comunale. Ma per ora non è così. Il neo assessore alla sicurezza Rodolfo Faldini asserisce che bisogna iniziare ad applicare il regolamento esistente con le relative sanzioni. Speriamo lo faccia. Vedere questi enormi gruppi di ragazze e ragazzi che stazionano in diversi punti del centro storico che bevono a dismisura con relative sbornie, sfiorando a volte il coma etilico, mi rattrista e mi indigna. E allora la mia mente corre ai miei anni giovanili quando frequentavo con piacere I locali da ballo in centro a Pavia nei quali ci si incontrava e ci si divertiva. Oggi in città non si registra neppure una sola sala da ballo ed anche i cinematografi sono spariti. Inoltre non capisco perché il vescovo monsignor Corrado Sanguineti permetta assembramenti, schiamazzi e musica ad alto volume, tutto fuori controllo, sulle gradinate del Duomo. Spero che la diatriba tra i Comitati dei residenti e i titolari dei pub possa trovare una via di conciliazione che permetta di vivere una realtà nuova di divertimento e di vita un po' più serena.Aldo LazzariPaviaDialettoLä purtäsiondl'ÄsuntäL'è ämmò unä trädision täntä sentü/quälä d'lä purtäsion dl'Äsuntä/in d'lä smanä äd ferägust./Ädré äg và täntä gent devotä c'lä pregä/e cun fervur /lä cäntä i veg cänson d'lä Mädonä/ben intunä, tegnend äl pas cun i not d'lä bändä./Vulä lä müsicä äl päsag d'lä statuä trä lä gent/in mes ä cerin ces, fiur e ältärin ä Le dedicà./Nöi bälgiusin Lä festegiäm ä ferägust,/dì d'lä festä däl Rusö e riviväm lä vegiä purtäsion/cui ca pärà, sügämän äd lin e linsö ricämà/cändiler d'uton e flämbò culurà./Sgränend äl rusari äs rivä äl gesiö d'lä Mäduninä/sort in mes äi cämpagn/e ä Le äs rivolgiäm pär pruteg lä gent/i räcolt e tüt äl creà! Rosella BottaniBelgioioso