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Nella guerra psicologica tra Israele e Iran si moltiplicano le ipotesi su quale potrebbe essere la risposta all'omicidio di Haniyeh, sui tempi e le modalità. In un nuovo scenario rilanciato dai media americani Hezbollah appare sempre più orientato a colpire lo Stato ebraico indipendentemente dall'iniziativa degli alleati di Teheran. Il movimento libanese, che vuole vendicare l'omicidio del comandante Fuad Shukr, secondo le previsioni israeliane si concentrerà sul nord e su Haifa. Una zona nevralgica con il suo porto e dove l'Idf ha basi e strutture strategiche. Dall'altra parte del confine quindi si resta in massima allerta, ma i nemici sono stati avvertiti: se colpiranno i civili la pagheranno cara. Nel frattempo il gabinetto di guerra ha deciso di riunirsi nel bunker, per la prima volta dopo l'attacco iraniano del 13 aprile per valutare gli scenari, compreso un raid preventivo. I preparativi iraniani per un attacco contro il nemico giurato, secondo una fonte militare americana ascoltata dalla Cnn, non sono stati ancora ultimati, e questo suggerisce che il regime non abbia ancora stabilito l'entità della rappresaglia. Al contrario Hezbollah si sta muovendo più velocemente, e data la vicinanza geografica con Israele potrebbe agire con poco o nessun preavviso, anche nei prossimi giorni. La sensazione comunque è che i due alleati potrebbero essere non completamente allineati su come procedere, ha riferito all'emittente americana un'altra fonte a conoscenza di informazioni di intelligence. A creare un clima di ulteriore tensione sono invece scesi in campo anche gli Houthi, che hanno assicurato un «coordinamento» con i partner sciiti del cosiddetto asse della resistenza. Ed hanno puntualizzato che il ritardo nell'attacco è «puramente tattico». --