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Le vacanze sono alle porte, le Camere sono chiuse, ma l'emergenza carceraria resta. Al Quirinale si registra una certa sorpresa per la richiesta di un incontro agostano da parte del ministro della Giustizia proprio nelle ore in cui la Camera chiudeva il capitolo del decreto carceri che certamente avrebbe potuto contenere norme più incisive per affrontare le drammatiche condizioni degli istituti penali italiani. Richiesta che sembra affievolita visto che fonti ministeriali fanno intendere che l'incontro probabilmente avverrà dopo le ferie estive. Sorpresa anche nei saloni del Colle nel leggere alcune indiscrezioni che parlavano di una pressione del governo per far varare il disegno di legge «Nordio» che introduce importanti modifiche al codice penale e al codice di procedura penale. Una sorpresa comprensibile per due motivi: il primo è la costante interlocuzione che c'è stata per permettere il miglioramento del testo e renderlo più o meno sicuro da futuri ricorsi; il secondo perché il testo è stato approvato il 10 luglio scorso e, da prassi, il presidente ha 30 giorni per promulgare. Inoltre a Montecitorio qualcuno ha iniziato a far girare la voce che il presidente l'avrebbe sì firmato, ma accompagnandolo con una lettera di rilievi, ben si comprende come l'impressione generale sia la consueta: il Capo dello Stato nei momenti delicati viene strumentalmente tirato per la giacchetta. Il fatto che il Presidente si sia preso tutto il tempo a sua disposizione per promulgare un testo peraltro assai complesso è in gran parte determinato dal nodo dell'abolizione del reato dell'abuso d'ufficio contenuto nel ddl Nordio. Una cancellazione secca che aveva creato perplessità in molti giuristi e probabilmente anche negli uffici giuridici del Quirinale. Per mitigare le preoccupazioni il governo ha inserito una nuova norma nel dl carceri che introduce una nuova fattispecie di reato e cioè il peculato per distrazione. --