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Di sicuro c'è solo che l'intesa per il rinnovo dei vertici Rai, tra alleati e con le opposizioni, ancora non è stata trovata. E che, almeno nel primo giorno di rientro dopo la missione in Cina e la tappa a Parigi per le Olimpiadi, a Palazzo Chigi a parte Giorgia Meloni non si sono visti né Matteo Salvini né Antonio Tajani. Nessun vertice, almeno per ora. Ammesso che sia necessario, dice qualcuno in maggioranza, pur nella consapevolezza che di carne al fuoco, al di là della contingenza della tv pubblica, ce n'è parecchia, soprattutto guardando all'autunno e alla prima legge di Bilancio che andrà stilata seguendo le regole del nuovo Patto di Stabilità. Unico appuntamento certo in agenda, almeno per ora, è l'ultimo Consiglio dei ministri prima della pausa estiva, fissato per domani, che potrebbe diventare anche l'occasione per fare un punto sui tanti dossier aperti. All'ordine del giorno potrebbe esserci, tra l'altro, un decreto che già in Parlamento definiscono omnibus, con misure che vanno dal fisco agli enti locali.. Non dovrebbe esserci, invece, il nuovo decreto salva-infrazioni, di cui si parla da settimane, perché ancora non sarebbe stata trovata una soluzione, condivisa con la Commissione europea, per le concessioni balneari. Tra Roma e Bruxelles, in ogni caso, la questione più calda è quella dell'indicazione del candidato commissario per l'Italia. Le interlocuzioni tra Meloni e Ursula von der Leyen, come ha rivelato la stessa premier, sono già in corso ed è possibile che la scelta venga condivisa in Cdm prima di inviare la lettera ufficiale. In pole position per l'Italia rimane Raffaele Fitto, un nome che non incontra ostacoli tra gli alleati. Con il ministro pugliese, è convinzione in maggioranza, si potrebbe spuntare quel portafoglio di peso cui l'Italia ambisce, ma il dubbio che ancora avrebbe la premier sarebbe sul ruolo che Fitto lascerebbe scoperto qui, dove ha in mano la gestione del Pnrr, dei fondi di coesione e, appunto, dei rapporti con la Ue. Intanto il Cdm di domani dovrebbe sostituire Biagio Mazzotta, che ha lasciato la guida della Ragioneria generale dello Stato per approdare alla presidenza di Fincantieri. Al suo posto dovrebbe essere nominata l'attuale capo del legislativo del Mef, Daria Perrotta. Una volta risistemato l'assetto tecnico, ci sarà da concentrarsi sulle priorità della manovra, che saranno stilate a settembre, una volta chiarito il quadro delle risorse a disposizione. In maggioranza c'è ottimismo sulla possibilità di avere margini non solo per confermare taglio del cuneo e dell'Irpef, ma anche per presentare qualche novità, sempre nella direzione del sostegno a famiglie e imprese. --