«Vie rumorose, le ciclabili non risolvono»
VIGEVANO «Le piste ciclabili non riducono il rumore». È categorico Massimo Gallina, presidente della Consulta ambientale, nel bocciare il piano di azione che la giunta comunale ha votato per il 2024 e che contiene, come unica soluzione prospettata per ridurre l'inquinamento acustico in cui almeno un terzo dei vigevanesi vive, la realizzazione di piste ciclabili. Secondo gli estensori del piano, in questo modo si ridurrebbe del 5 per cento il rumore sulle principali strade cittadine. «Le piste ciclabili non riducono il rumore - prosegue Gallina -, non è successo neanche per quelle che sono state realizzate di recente».Il piano d'azione parte dall'analisi del rumore in tutte le strade percorse ogni anno da almeno tre milioni di veicoli: una categoria in cui rientrano le circonvallazioni esterne, ma anche alcune strade del centro (corso Garibaldi, corso Cavour e via De Amicis); in ogni caso situazioni ben diverse fra centro e periferia, dove per altro abitano meno cittadini e quindi il rischio di causare malanni per il troppo rumore notturno diventa inferiore. «Il piano d'azione fa parte dei documenti che a Vigevano si fanno e poi si vede come va: sorge un problema e si tenta una soluzione - dice il consigliere Pd Emanuele Corsico Piccolini -. Oggi la città usa la bicicletta? No. Quindi non c'è fabbisogno di mobilità dolce, e non c'è perché Vigevano ha un'età media alta, per cui pochi residenti usano la bici. Sono due concetti che mi sembrano assai facili da capire». Vigevano ha sempre avuto un problema serio con le ciclabili. All'inizio sono sorte senza alcun utilità (sul cavalcavia la Marmora oltre 25 anni fa e per anni è rimasta l'unica), oppure raccordate male con l'esistente (come quella dalla Sforzesca a via Cararola), oppure disegnate per terra, senza separazione con il traffico automobilistico e "tagliando" i plateatici dei bar (viale Mazzini e via Duse). Resta il fatto che, dopo aver letto la relazione della società Phoneco, qualcosa occorra fare, fosse anche cambiare il tipo di asfalto (ne esiste di fonoassorbente) oppure togliere il porfido fuori dalla zona a traffico limitato, come in molti chiedono ogni tanto. Un terzo dei vigevanesi sopporta un rumore eccessivo nelle ore notturne, 20mila residenti che si ritrovano così ad avere maggiori rischi per la salute, come cardiopatie ischemiche, disturbi del sonno ed elevato fastidio. Le strade più esposte sono i corsi che portano fuori città (sulle direttrici verso Novara, Genova e Milano soprattutto), ma anche viale dei Mille e alcuni tratti della circonvallazione. Lo studio contempla solo le strade più trafficate, ma rimane la sensazione che la città sia rumorosa ovunque, giorno e notte, a causa del traffico.La soluzione indicata dalla ditta specializzata e che è stata approvata dalla giunta dovrebbe coinvolgere la città su un «medio periodo»: considerato che il piano di azione acustico ha una durata di 5 anni, è possibile che proprio questa scadenza sia il limite per concludere i lavori. --Oliviero Dellerba