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PAVIAUna parte dell'ex Arsenale accoglierà il tribunale e potrebbe anche ospitare la nuova caserma dei Vigili del fuoco. Ex Arsenale che si estende su 140mila metri quadri e, di questi, 107.870 saranno destinati a nuovo polo delle amministrazioni statali. Qui infatti troveranno posto le sezioni civili e penali, l'Unep (Uffici notificazioni, esecuzioni, protesti) i giudici di pace, liberando il palazzo che si affaccia su corso Cavour e si estende su circa 3.500 metri quadri e dove lavorano un'ottantina di dipendenti, ma anche liberando i locali di via Luigi Porta.Fuori dal centro storicoUno spostamento che ridisegnerà il volto del centro storico e obbligherà a ripensare alla viabilità, al sistema parcheggi e all'assetto urbanistico complessivo della città. Il nucleo storico cittadino si svuoterà infatti di importanti funzioni e di uffici correlati. Perché l'ex Arsenale ospiterà anche l'Agenzia delle Entrate, la Ragioneria territoriale dello Stato, l'Ispettorato del lavoro, l'Archivio notarile. Enti ministeriali in cui lavorano complessivamente circa 450 dipendenti.L'operazione consentirà all'Agenzia del Demanio, proprietaria del complesso, di risparmiare affitti per circa 1,8 milioni di euro all'anno. Agenzia che ha già avviato «interlocuzioni con l'amministrazione dei Vigili del Fuoco per la verifica della disponibilità di assegnare una parte degli spazi all'area ad ovest del Navigliaccio». Gli oltre 107mila metri quadri saranno quindi oggetto di un radicale intervento di rigenerazione urbana ed è già stata pubblicata la gara europea per individuare il professionista a cui affidare il progetto di fattibilità tecnico esecutiva di un intervento che deve rispondere a precisi criteri di sostenibilità. Un intervento sul quale il Demanio investirà complessivamente 150 milioni di euro, circa 5,3 i milioni destinati alla redazione della progettazione di fattibilità. Lo scorso inverno era stata avviata la demolizione di 20 edifici usati dall'esercito, destinati a magazzini e piccoli uffici, privi di valore storico - artistico. Si è trattato del primo step di un progetto che prevede anche la ristrutturazione di palazzine storiche, risalenti tra la prima metà dell'Ottocento e la prima metà del Novecento, e la riapertura del complesso alla cittadinanza attraverso il percorso del Navigliaccio che verrà valorizzato con un'importante opera di riqualificazione naturalistica. L'area non sarà chiusa al termine dell'orario di lavoro, ma sarà aperta a bambini, famiglie, giovani.Un nuovo pezzo di cittàIl progetto infatti «dovrà porsi l'obiettivo di ristabilire una relazione, non solo fisica ma anche funzionale, tra il comparto e le zone circostanti, considerando anche le connessioni con la stazione ferroviaria e il distretto della ricerca e del sapere a Nord», spiegano dal Demanio. Stando ad un cronoprogramma di massima, la fase progettuale dovrebbe terminare nel 2026, quando inizieranno i lavori che si dovrebbero concludere nel 2030. L'area, dismessa dal 2010, anno della chiusura dello stabilimento del Genio militare, è suddivisa in tre comparti che fanno capo a tre diversi soggetti. Il Demanio si interessa in modo diretto degli interventi relativi alla parte centrale, a cavallo del canale, estesa da via Riviera a Nord fino all'ambito fluviale del Ticino a Sud. La porzione ad est è di proprietà di Cassa Depositi e Prestiti e comprende le aree dell'ex Caserma Maggiore Rossani, in cui ricade il nucleo storico del Monastero di San Salvatore. L'ambito ad ovest, esteso su circa 37.400 mq, e interessato dalla costruzione del Polo archivistico Polifunzionale Lombardo, promosso dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e da Regione Lombardia e gestito da Invitalia spa. --Stefania Prato