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Come affrontare la canicola di questi giorni? I consigli diffusi, anche da istituzioni pubbliche nazionali e regionali, su come affrontare l'ondata di caldo che investe le nostre località, presentano un surreale mixage. Vanno dal pragmatico buon senso a sentenziose prescrizioni, così banali da risultare comiche. Si suggerisce ad esempio agli anziani, soprattutto se in condizioni fisiche incerte, di evitare "attività fisiche intense all'aperto durante le ore più calde del giorno". Forse, verrebbe da aggiungere, è prudente che i "grandi vecchi", se ne astengano anche nelle altre ore. Tiepide, fresche o notturne che siano.E come non aderire alla sagace soluzione offerta dal sito del Ministero della Salute a chi si appresta a salire su un'auto lasciata parcheggiata al sole? No, non suggerisce di pensarci prima, e di trovare all'autovettura un posto all'ombra. Con pragmatico realismo prende atto che c'è un problema, un abitacolo rovente, e offre l'immediata soluzione. Non ci avete pensato? Strano.Dovete - spiega il sito https://cri.it/2017/07/28/caldo-da-ministero-salute-regole-doro-contro-canicola/ - "aprire gli sportelli per ventilare l'abitacolo e poi iniziare il viaggio con i finestrini aperti". Capito?Anche il suggerimento rivolto urbi et orbi, di non scordare il cappello da mettere sulla testa (ma no?!), quando si esce (non quando si sta a casa), non è da trascurare. Particolarmente se si progetta una bella camminata sotto il solleone. Esortazione degna del nostro amatissimo monsieur de La Palice. Personaggio alla cui paradigmatica vocazione di trasformare l'ovvio in acuto, e il tragico in banale, sono certo che qualcuno a Palazzo Mezzabarba, in cerca di idee per il cinquecentenario della battaglia di Pavia, è già al lavoro. Con l'ambizione di fare di Pavia la "capitale lapalissiana" d'Europa. O almeno dedicargli un convegno, un concerto, una mostra. Forse una apericena.In realtà, battute a parte, affrontare il disagio di queste giornate pone una questione niente affatto nuova. È la solita, su cui su cui si regge la vita quotidiana. Vita, e non solo la nostra, che migliora, o peggiora, a seconda che a questa questione riusciamo a rispondere adeguatamente o meno. La questione è semplice: ci interpella sul nostro dare ordinato assetto alle cose che ci circondano, che usiamo, di cui ci serviamo. "Ogni cosa al suo posto, un posto per ogni cosa", come mi diceva mamma Federica quando ero piccolo. Mettere le cose al posto giusto, serve. Anche davanti alla canicola. Cominciando, ad esempio, col collocare le parole adeguate a connotare questa particolare situazione del clima. Un clima che - come si sgola a spiegare il giovane e geniale creatore del sito Meteo Oltrepò Pavese, di cui sono devotissimo adepto assieme ad altri 15.729 seguaci sparsi tra Oltrepò, Lomellina e Pavese - è di AFA. "Afa", ovvero, come spiega la Treccani, dalla parola latina "hapha", vicina al greco "apto", ovvero "afferro", significato derivante dalla polvere di cui si cospargevano i lottatori per "afferrarsi" meglio. Quindi qualcosa che rende difficile persino respirare. Come l'alto tasso di umidità dell'afa, che rende l'aria greve, insopportabile.Infatti, il termine afa nel primo Cinquecento, dunque negli anni della battaglia di Pavia, all'inizio è usato per dire noia. Qualcosa che zavorra il vivere, il tempo, la giornata. L'afa, e il clima afoso, non hanno nulla a che spartire con il termine di "torrido". Parola che si colloca al polo opposto. "Torrido", ovvero "torridus", che deriva dal latino torrere, disseccare, asciugare. Caldo secco, dunque, intenso, ardente. Ma niente a che spartire con l'afa, con il caldo soffocante e umido di questi giorni. A saperlo, mettendo le parole in ordine, non vi sembra già di stare meglio? Di essere un po' più padroni del mondo e di questa vostra giornata? Afosa, capito? Non torrida... --