Vigili urbani, in 15 chiedono nulla osta per il trasferimento

VIGEVANO Si allarga la protesta degli agenti di polizia locale anche a Vigevano. Ma se i colleghi pavesi si lagnano del taser, prima inserito nei mezzi di sicurezza e poi tolto dalla nuova giunta, a Vigevano si continua a protestare contro i servizi appiedati, introdotti dal dirigente Giuseppe Calcaterra sulla scorta di alcune richieste pervenute al sindaco Andrea Ceffa durante gli incontri con i cittadini. Durante un'assemblea, organizzata mercoledì, 15 operatori (su 56) della polizia locale vigevanese hanno deciso di adottare una nuova forma di protesta, dopo lo stato di agitazione decretato due settimane fa e l'incontro in prefettura che non ha portato a particolari sbocchi. «Come a Pavia - racconta il segretario Uil provinciale Giovanni Latiano - la polizia Locale di Vigevano ha espresso la volontà di richiedere il nulla osta, finalizzato alla richiesta della mobilità. In tutto hanno deciso questa protesta significativa 15 operatori». Di per sé chiedere in massa il nulla osta per poi chiedere di essere messi in mobilità e chiedere il trasferimento in altro comando rischia però di essere un gesto poco utile: è inevitabile che non sarebbe possibile concedere così tanti permessi (oltre un quarto dell'intero comando), e in ogni caso la procedura di mobilità esterna prevede che ci sia richiesta di posti di lavoro simili in altri Comuni. Questa fase, però, fa segnare un peggioramento ulteriore dei rapporti tra lavoratori e sigle sindacali (da una parte) e dirigenza del comando: soprattutto nei numeri, infatti, anche a Vigevano sono sempre più numerosi gli agenti che decidono di aderire alle forme di protesta contro i servizi appiedati. Con il caldo, infatti, portarsi addosso chili e chili di attrezzature obbligatorie sulla divisa è particolarmente faticoso. --O.D.