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La grande tristezza per la morte di due persone molto conosciute nel quartiere, ma anche la rabbia di 800 persone sfollate nel cuore della notte e che trascorrono la giornata davanti alla loro Vela Celeste, sotto un sole cocente e con la sensazione di essere state abbandonate. E quel sospetto che sembra prendere corpo: «quei lavori per la riqualificazione della Vela facevano tremare il palazzo». A Scampia dopo la grande paura per il crollo del ballatoio è l'ora della rabbia. L'enorme edificio improvvisamente considerato pericoloso e fatto sgomberare in fretta e furia in poco tempo per il timore di altri crolli: alla fine rientreranno solo in 300. «Ho preso tre bimbi che erano sotto le macerie, poi con altri abbiamo raccolto sette bambini e sei adulti che erano a terra. I vigili del fuoco non erano ancora giunti»: è la testimonianza di un trentenne che abita nel palazzo e che spiega le strane paure iniziate ad aprile con l'avvio dei lavori per la riqualificazione della Vela Celeste, l'unica che nel piano di Scampia non verrà abbattuta ma riqualificata. Alcuni mesi fa sono infatti iniziati i lavori di ristrutturazione dalle parti basse dell'edificio, nei garage e nelle discariche abusive: «E noi intanto viviamo ancora lì - spiega una donna - e sentiamo vibrazioni in tutto palazzo da mesi, c'era già paura. Non abbiamo mai avuto visite di controllo per la manutenzione in tutto il palazzo. Dal Comune hanno fatto una sola cosa, hanno tolto i pezzi di marmo rotto per le scale del palazzo e tappato i buchi con il cemento. Questo per loro bastava». Queste le parole dei residenti mentre il sindaco Gaetano Manfredi escludeva un rapporto tra l'inizio dei lavori ed il crollo. --