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«Le relazioni tra Usa e Ue dipenderanno da chi vince a Washington». Josep Borrell, alto rappresentante per la Politica estera agli ultimi mesi del suo mandato, non ha lasciato nulla all'ambiguità nel sottolineare a chi, tra Harris e Trump, buona parte dell'Europa guarda con maggiore interesse. La svolta nelle elezioni americane ha riacceso le speranze di molti, nel Vecchio Continente. Ma allo stesso tempo da Bruxelles si guarda oltreoceano con un certo realismo, preparandosi a quella che, in buona parte delle cancellerie, viene considerata come la peggiore delle ipotesi: il ritorno di Trump. L'ordine di scuderia di partito da von der Leyen,quello di mantenere la linea del «no comment» su quanto accaduto a Washington, di fatto da Borrell non è stato rispettato. L'ex ministro degli Esteri spagnolo, arrivando al Consiglio Affari Esteri, ha candidamente ammesso che nel futuro dei rapporti tra Ue e Ussa pesa la grande incognita di chi vincerà il 5 novembre. «Sono sicuro che ci sarà una differenza piuttosto importante per le relazioni transatlantiche a seconda di chi ci sarà dopo il voto», ha scandito Borrell. --