«Amava Voghera: voleva che qui si vivesse bene» Gli impegni e le battaglie
Le testimonianzeVOGHERA«Il primo volume è pronto, il secondo quasi: un lavoro che ci ha impegnato e che sarà completato»: Graziella Galli, compagna di una vita, racconta con lucida malinconia la missione dell'"Avvenire", la storia del settimanale vogherese del Pci. «Questa ricerca ci ha appassionato - prosegue - emerge una Voghera ricca di stimoli culturali, letterari, musicali. Vissuta». Graziella a fianco di Alberto, tra politica, affetti e sindacato. «Un rompiscatole Alberto - dice - non si arrendeva, voleva che la sua Voghera, fosse la città del vivere bene: questa era la sua cifra. Una città a misura delle persone».I gialli e la finanzaGiovanni Maggi, giornalista e per un lungo tratto compagno di partito («Lui ai vertici, io mi occupavo di propaganda») ha trascorso, con le rispettive consorti, tante vacanze insiemi. «Siamo andati anche nei paesi dell'Est - ricorda- Alberto era curioso di capire. Lui, che ripeteva di essere orgogliosamente un comunista italiano, legato alla nostra storia». Gatti, curioso. «A un certo punto - d ice Ancora Maggi - mi ha convinto che i gialli contemporanei, che lui divorava, erano meglio dei classici che io leggevo. E' diventato un grande esperto. Alberto a un passo dalla laurea in economia alla Bocconi (gli mancava solo la tesi). «Era l'altra sua passione, la finanza - racconta ancora l'amico - si preparava, aveva fatto un corso specifico. Se si buttava in una cosa, ci metteva testa e anima». Gialli, finanza e la politica: lui che, da sindaco, aveva sfidato le regole del chi sta con chi.«Concreto e leale »Paolo Affronti ha vissuto la storica staffetta Pci-Dc tra il 1988 e il 1993. «Momento particolare - ricorda - Non era un'alleanza politica, ma sui programmi. Ci si sedeva al tavolo e ci si guardava in faccia: o si trovava il modo di realizzare quel progetto o si sarebbe tutti andati a casa. Con questo spirito, Alberto si è impegnato a varare il nuovo statuto comunale aperto ai quartieri. Si è rifatto il Piano regolare, è nata la tangenziale e il nuovo palazzo dell'Inps. Ed io sono, poi, diventato sindaco, un democristiano dopo tanti anni di sindaci "rossi". Con Gatti non era difficile collaborare, forti del fatto che ci si conosceva da una vita». Romana Bianchi, ex deputata Pci, era allora segretaria di federazione: «Giunta delicata - dice - il contatto con Alberto era quotidiano. Lui era astuto, intuitivo, intelligente. Poteva sembrare cinico, ma non lo era. Cercava di arrivare al dunque delle cose. Un combattente».Sergio Vitellini, fu assessore in quella giunta: «Alberto - ricorda - grande amico, oltre che un compagno di testa e di cuore. Voleva una città viva, partecipe». Voghera, nel cuore. «La scomparsa dell'ex sindaco Gatti colpisce profondamente la nostra comunità - dice la sindaca Paola Garlaschelli - Lo ricordiamo come persona piena di vita, molto legata a Voghera. Nel messaggio che mi inviò, in occasione dell'inaugurazione del teatro Valentino Garavani, esprimeva i suoi auspici per la riuscita della manifestazione, felice che la città potesse usufruire di un bene tanto prezioso. A nome dell'amministrazione le condoglianze alla famiglia». Alberto Gatti nella storia civica vogherese. Non ha dubbi Pier Ezio Ghezzi (Alleanza civica): «Se ne è andato il più importante, insieme al sindaco Betto, protagonista della sinistra vogherese della Prima repubblica». Alessandra Bazardi, segretaria del Pd: «In sede da noi annunciò che stava lavorando ai libri sull'Avvenire. Li presenteremo: sarà un modo per parlare della città che Alberto aveva in testa». -- F.G.