Senza Titolo

A 25 anni di distanza si indaga ancora sui fatti che portarono alla squalifica di Marco Pantani da un Giro d'Italia praticamente già vinto e su cui aleggia l'ombra della criminalità organizzata con la gestione delle scommesse clandestine. La Procura di Trento ha riaperto le indagini su un ipotetico complotto per alterare le analisi del sangue del «pirata» a Madonna di Campiglio per poi escluderlo dalla Corsa Rosa che stava dominando. Dietro ci sarebbe stato il giro degli scommettitori legati alla Camorra: il campione andava eliminato dalla gara perché era il favorito, anche nelle puntate. La nuova inchiesta in realtà è stata avviata un anno fa in seguito agli esiti del lavoro terminato nel 2022 dalla Commissione Antimafia. Esiti secondo i quali bisognava indagare ancora sulle «anomalie» legate a quella vicenda su cui non è ancora stata messa la parola fine. Venerdì la pm si è recata nel carcere di Bollate, in provincia di Milano, per sentire come persona informata sui fatti (non prescritti, è stato appurato) Renato Vallanzasca, il quale, essendo in condizioni di salute precarie, non sarebbe riuscito a rispondere alle domande. Fu infatti il bel Renè, una ventina di anni fa, a raccontare che, durante la sue detenzione, era stato avvicinato da un altro detenuto, un camorrista, che gli avrebbe detto di non scommettere sul Pirata perché quel Giro «non lo avrebbe finito». Un tassello questo, che, assieme alle intercettazioni di alcuni camorristi, ha portato a ipotizzare in due inchieste, poi archiviate, che la criminalità organizzata campana sarebbe intervenuta per evitare che il «pirata» portasse la maglia rosa fino a Milano. --