Voti comprati, esposto contro l'ex leghista «False 17 firme su 21»

In aulaVOGHERANel caso giudiziario delle presunte regalìe offerte per "comprare" l'appoggio elettorale di alcuni votanti a Voghera ieri è toccato alla difesa parlare: l'avvocato Daniele Cei, difensore dell'ex assessora comunale Francesca Miracca, ha provato a sgretolare l'impianto accusatorio mettendo in dubbio la regolarità di 17 firme sulle 21 alla base dell'esposto. «Sono risultate false o apposte da persone che non erano consapevoli di quanto stavano firmando - dichiara -. Ho quindi chiesto al giudice di applicare la Cartabia: prosciogliere se non c'è la previsione di una condanna». L'udienza predibattimentale (che non è ancora un processo vero e proprio) riguarda, oltre a Miracca, che è stata assessora al Commercio, eletta nel 2020 con 573 preferenze nella coalizione "Lega Salvini Lombardia", anche sei elettori, che per l'accusa avrebbero concorso nel reato. Per sapere se il caso diventerà un processo bisognerà attendere il 10 settembre, la data fissata dal giudice Vincenzo Giordano per una decisione. A Miracca la procura contesta l'accusa di corruzione elettorale: avrebbe consegnato ad alcuni elettori pacchi alimentari, denaro e promesso posti di lavoro e lo sblocco di permessi edilizi e dei lavori di sistemazione igienico-sanitaria alla comunità Sinti di Voghera. I sei elettori avrebbero concorso nel reato, avrebbero cioè accettato i presunti favori in cambio del loro appoggio alla candidata per le elezioni comunali a Voghera. Una elettrice, Maria Sbarra, aveva patteggiato quattro mesi. --m. fio.