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Esulta la sinistra. È gelo, vestito di cautela, a destra. Il voto francese coglie di sorpresa la politica italiana che si trova a commentare a braccio risultati che fin dai primi exit poll diffusi dai media belgi - tradizione dispettosa tra vicini di casa - consegnavano sì, un'incertezza per la mancanza di una maggioranza assoluta, ma che in alcun modo avrebbero consegnato la palma dei vincitori a Melenchon e Macron. Tra resistenza e desistenza: gioca con le parole la sinistra italiana. «Risultato straordinario per la sinistra unita e una bella risposta di partecipazione. La destra si può battere», esulta la segretaria del Pd Elly Schlein. «La grande partecipazione del popolo francese premia la proposta popolare e progressista di chi non ha mai avuto dubbi sulla pace, sulla difesa dei diritti sociali e sulla tutela dei più fragili», scandisce Giuseppe Conte leggendo «un segnale di spinta democratica che oggi parla all'Europa intera». «Il Nuovo Fronte Popolare vince e salva la Repubblica dall'assalto dell'estrema destra», si aggiunge Nicola Fratoianni che nel voto d'oltralpe vede chiara «una indicazione di speranza» per il nostro Paese. Il leghista Claudio Borghi è fra i primi nel centrodestra a intervenire a caldo sul voto francese definendolo un «capolavoro al contrario di Macron» che lascia la Francia «a un ammucchione dominato dalla sinistra». Per il leader di Noi Moderati, Maurizio Lupi, «l'alta partecipazione al voto è un fatto molto positivo» ma sottolinea la debolezza delle proposte politiche e delle alleanze». --