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STRADELLAViti morte dopo essere state "aggredite", probabilmente, con una sostanza nociva. Si tinge di giallo quanto accaduto sui vigneti della prima collina di Stradella, precisamente in località Fontana, dove alcuni viticoltori si sono trovati pezzi di filari completamente rinsecchiti e non a causa delle malattie tradizionali che colpiscono le piante, come la flavescenza dorata o, patologia diffusa in queste settimane, la peronospora. Ma qui si teme la mano dell'uomo: forse un vandalo delle viti? Non si dà pace Mario Terrabusi, che con il figlio Alberto è proprietario di alcuni ettari di terreno nella zona, al confine tra Stradella e Canneto Pavese: «In mezzo ad un filare sano, troviamo alcune parti dove il grappolo in formazione è completamente secco e così anche le foglie - commenta il viticoltore, accompagnandoci tra le viti per mostrarci di persona che cosa è accaduto -. Qui ormai la vendemmia è compromessa e non si riesce a raccogliere più nulla». I viticoltori sanno bene che questi danni non possono essere stati causati dalle malattie, anzi, hanno le prove che sulle viti è stata spruzzata una sostanza nociva, che le ha fatte morire nel giro di poco tempo: «Le viti colpite dal veleno si riconoscono subito, perché, abbassando lo sguardo, si nota subito che anche l'erba che cresce sotto queste piante è morta anch'essa, come se qualcuno avesse spruzzato una sostanza nociva sulle foglie, che poi è caduta anche a terra - spiega Terrabusi -. Mentre le viti ammalate presentano i segni caratteristici della patologia, a partire dal colore delle foglie, inoltre l'erba sottostante non presenta alcun segno». Semplice scherzo, brava di uno o più vandali delle viti o accanimento su qualche proprietà in particolare? Difficile dirlo, visto che non ci sono interi filari, colpiti, ma solo singole piante qua e là sulla collina. Ma i danni, anche se fosse una bravata, non sono trascurabili: «In alcune zone c'è un 20% di produzione in meno, ma ci sono punti dove non si riuscirà a cogliere più nulla. Un bel problema che si aggiunge a quelli legati ai cambiamenti climatici» conclude Terrabusi, che su quella collina è proprietario del vigneto storico, di circa 150 anni, che non è stato preso di mira. --O. M.