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Rischio Libano: lo scontro totale tra tra Hezbollah e Israele sembra avvicinarsi sempre di più. Il Pentagono - secondo quanto ha riferito l'emittente Nbc - si è posizionato per essere pronto a evacuare gli americani dal posto nel caso di una intensificazione degli scontri che ogni giorni si fanno più gravi. Deterrenza Secondo fonti citate dalla Nbc la nave anfibia d'assalto USS Wasp e i Marine della 24th Expeditionary Unit, in grado di compiere operazioni speciali, si sono spostati nel Mediterraneo. Un'altra fonte Usa - citata da Haaretz - ha spiegato che la mossa ha anche valore di «deterrenza», visto che l'amministrazione Biden ha sottolineato il pieno sostegno, in caso di conflitto, a Israele. Posizione ribadita nei recenti incontri che il ministro della difesa Yoav Gallant ha avuto nella sua recente missione a Washington dove il dossier Libano è stato uno dei temi principali dei colloqui. «Politico» ha riferito che funzionari statunitensi stanno cercando di convincere entrambe le parti a ridurre la tensione, un compito che sarebbe molto più semplice - hanno sottolineato - con un cessate il fuoco in vigore a Gaza, ma prevale il pessimismo sia sull'intesa per la Striscia, che langue da settimane, sia sul successo della diplomazia. La Giordania - aggiungendosi a numerosi altri Paesi - ha chiesto ai propri cittadini di non recarsi in Libano vista la situazione. Scontro interno La possibile escalation del conflitto è ovviamente il perno delle attuali valutazioni militari e politiche israeliane, oggetto del Consiglio di sicurezza di venerdì notte. Gallant - secondo indiscrezioni sulla riunione del Consiglio, oramai unico punto decisionale dopo il dissolvimento del Gabinetto di guerra per l'uscita dal governo del ministro centrista Benny Gantz - ha ribadito che Israele per ora preferirebbe ancora la soluzione diplomatica pur non escludendo la guerra. Sarebbe «accettabile - ha detto in Consiglio - un accordo in base al quale gli Hezbollah ritirino le proprie forze dal confine». Che è poi quanto prevede la Risoluzione del Consiglio di sicurezza Onu 1701. La posizione non è andata giù al ministro della sicurezza nazionale - e leader di destra radicale - Itamar Ben Gvir che nello stesso Consiglio ha attaccato sostenendo che ancora «non sì è appresa una sola lezione dagli ultimi 20 anni di accordi. Facciamo le intese - ha denunciato - e tempo un anno o due violenteranno le nostre mogli e uccideranno i nostri figli». --