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Donatella Zorzetto / PAVIAL'obiettivo è seguire i malati di Alzheimer in provincia di Pavia, e gli altri pazienti con problemi di demenza. Ma seguirli in tempo reale, evitando che peggiorino e che debbano essere ricoverati in ospedale. La rete che Asst Pavia ha creato, con la collaborazione di medici di base e altri professionisti della salute, Istituto neurologico Mondino, Istituto Santa Margherita e Maugeri, mira proprio a questo. Dopo una sperimentazione su 10 pazienti, iniziata nel settembre dello scorso anno, ora la "macchina" sta per andare a regime. E sono 10mila i malati di Alzheimer o demenza in provincia, interessati al progetto. Nel senso che, su indicazione del medico di famiglia, possono essere inseriti in rete e quindi essere seguiti a casa, con supporti telematici in grado di monitorarli e, a distanza, aiutarli nelle terapie e nella riabilitazione.Il progetto Il progetto è nato con l'intenzione di evitare l'ospedale a pazienti cronici che possono essere curati in famiglia. E rendere più agevole la vita sia a loro che ai caregiver (familiari) che se ne fanno carico. Parliamo dei malati di Alzheimer, o di pazienti colpiti da altre forme di demenza già diagnosticate, ma anche di persone che mostrano i primi segnali della malattia. Lo chiarisce Carlo Dallocchio, direttore di Neurologia al Dipartimento Area medica specialistica e Dipartimento Funzionale sperimentale interaziendale di Neuroscienze di Asst Pavia. «Nel piano è coinvolto chi soffre di demenza, associando sintomi collegati al deterioramento cognitivo - spiega Dallocchio -. Parlo per il 60% di Alzheimer, ma pure di demenza vascolare, demenza con corpi di Lewy e della forma frontotemporale. Poi ci sono le forme reversibili, dovute ad esempio, ad ipofunzionalità della tiroide, a malattie metaboliche per carenza di vitamina B12, a forme post-traumatiche». L apiattaformaCreata dagli ingegneri informatici di Regione Lombardia, la piattaforma in cui saranno inseriti i pazienti, con le loro patologie, si chiama "Sistema per la gestione digitale del territorio (Sgdt)". Quella locale è la "Rete per le demenze". «In coerenza agli obiettivi del Piano nazionale delle demenze, la Regione promuove lo sviluppo di modelli di collaborazione tra professionisti che si occupano della salute - prosegue Dallocchio -. Si tratta di creare una rete integrata, attraverso una web application di telemedicina e prestazioni socio sanitarie. Sino ad ora, in via sperimentale, abbiamo inserito un campione di una decina di pazienti, che verranno seguiti a distanza. Ora lo faremo in maniera sistematica».Come funzionaIl progetto funziona in questo modo. Quando un familiare nota in un proprio congiunto sintomi tipici della demenza (come perdita di memoria o confusione riguardo al tempo e al luogo in cui ci si trova) si rivolge al medico di medicina generale o alla casa di comunità, che provvedono a uno screening con scale valutative semplici. Se ritiene, il medico di base inserisce il paziente nel percorso e prenota una visita al Centro disturbi cognitivi e demenze (di Asst Voghera, Mondino, Santa Margherita, o Maugeri). «Il paziente viene sottoposto a valutazione del neurologo e del neuropsicologo, attraverso una batteria di test ed eventualmente ad esami di secondo livello (marcatori biologici) - spiega Dall'occhio -. Da quel momento la cartella clinica viene inserita nel sistema e prosegue il percorso. Si crea un team formato da medico di famiglia, assistente sociale, psicologo e riabilitatore, che seguono il malato, al quale viene consegnato un tablet con cui verrà contattato settimanalmente per sottoporsi ad esercizi riabilitativi». «Così - conclude Dallocchio - eviteremo l'ospedalizzazione, e nel contempo costruiremo un quadro epidemiologico generale in provincia». --