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Alta tensione alla frontiera settentrionale di Israele, dopo che nella notte tra martedì e ieri l'aeronautica dello Stato ebraico ha lanciato un raid in Libano uccidendo Sami Taleb Abdullah, uno dei più alti comandanti di Hezbollah. In risposta, il partito di Dio ha lanciato una rappresaglia senza precedenti di 215 razzi sul nord di Israele, mentre un funzionario del gruppo sciita, Hashem Safieddine, ha promesso che «l'intensità, la forza, la quantità e la qualità dei nostri attacchi aumenteranno». Sviluppi preoccupanti di una guerra che attende ancora una svolta sul piano di tregua degli Usa: Hamas ha risposto all'iniziativa chiedendo una serie di modifiche, ma «solo alcune sono realizzabili, non tutte», ha sottolineato il segretario di Stato americano Blinken che da Doha ha chiesto di «smettere di mercanteggiare» e arrivare finalmente a un'intesa, sulla quale Washington continua a lavorare. Hamas, tramite l'alto funzionario Osama Hamdan, ha invece negato di aver avanzato nuove idee, parlando di Blinken come «parte del problema, non la soluzione». --