Pediatria, ancora tensione sulle ferie E sulla sicurezza nessuna risposta

Filiberto Mayda / vogheraFerie estive da garantire e servizi agli utenti che vanno assicurati. L'equazione, se così vogliamo chiamarla, è di difficile soluzione. Nei guai l'ospedale di Voghera che non solo è alle prese con l'organizzazione dei turni e delle coperture da giugno a tutto settembre compresi, ma che sconta anche un problema strutturale che riguarda specificatamente Pediatria.Il caso ferieIl problema delle ferie, che per il personale infermieristico riguarda la garanzia («non intaccabile», sottolinea Roberto Gentile, del sindacato di categoria Fials) delle due settimane continuative di riposo, ha già costretto il Pronto soccorso ad un turno aggiuntivo di copertura da parte degli infermieri per garantire, appunto, le due settimane di ferie ai colleghi.Proprio ieri, poi, la questione è stata affrontata dai medici dell'ospedale di Voghera che, a fronte della necessità perdurante di coprire le assenze di Vigevano (dove non si trovano medici neppure dai concorsi), hanno avuto un confronto tra di loro e con i dirigenti. L'obiettivo, come per gli infermieri, è quello di garantire sempre le ferie programmate e nello stesso tempo coprire Vigevano. Questo obiettivo, però, potrebbe anche provocare la chiusura domenicale del pronto soccorso pediatrico di Stradella (che è in realtà è una reperibilità di sei ore di un pediatra) e di qualche turno di ambulatorio. Per adesso nulla di deciso, visto che la dirigente Lidia Decembrino, che come è noto è sempre la prima a saltare ferie e a coprire turni, non ha comunicato nulla di ufficiale. «Abbiamo contattato la dirigente - dice ancora Roberto Gentile (Fials) - e abbiamo prospettato il problema delle ferie. Al momento ci ha confermato che non sono state prese decisioni».Il caso PediatriaNiente decisioni, purtroppo, anche sul nuovo reparto di Pediatria: moderno, tecnologicamente avanzato, un piccolo gioiello vogherese, dove però - a causa della collocazione degli spazi (la troppa distanza tra ingresso e zona di degenza dei bambini) - viene a mancare la completa sicurezza. Per capirci: in caso di arrivi di piccoli degenti dal pronto soccorso dopo il triage, per svolgere la procedura di accoglienza l'infermiere di turno deve lasciare il reparto di Pediatria, separato da un corridoio e persino da una porta tagliafuoco. Insomma, non è in grado, come si dice, di "tenere un occhio" anche in reparto mentre svolte l'altra funzione. Il sindacato, su pressione degli infermieri, ha incontrato nuovamente la direzione di Asst, ma al momento non sono emerse soluzioni tecniche percorribili. --© RIPRODUZIONE RISERVATA