«Sopravvissuti», opera prima di Renusson tra thriller e western
SAN MARTINO SICCOMARIOAl Movieplanet di San Martino Siccomario la rassegna cinematografica d'autore «Visioni dal Mondo» - curata da Marco Mariani, Luigi Riganti e Cristina Francese - stasera (a partire dalle 21.15) prosegue con «Sopravvissuti», riuscita opera prima del giovane regista Guillaume Renusson (vincitrice della XXI edizione del RIFF - Rome Independent Film Festival nel 2023) che ha convinto pubblico e critica francese grazie al mix di generi al servizio di un messaggio umano e politico. Il film, che si muove tra thriller e western, è ambientato nel cuore delle Alpi italiane: è qui che, in uno chalet, ha deciso di tornare Samuel (interpretato da Denis Ménochet, gigante fragile e disperato) dopo che un grave incidente stradale gli ha portato via sua moglie. L'uomo, in piena riabilitazione mentale e fisica, sentiva infatti il bisogno di stare da solo per elaborare il lutto. Una notte, però, una giovane donna (l'attrice iraniana naturalizzata francese Zahra Amir Ebrahimi, nel 2022 vinse il Prix d'interprétation féminine al Festival di Cannes 2022 per la sua prova in "Holy Spider") si introduce nel suo chalet per rifugiarsi dalla tormenta di neve. È straniera e vuole raggiungere la Francia attraversando la montagna. Samuel non vuole mettersi nei guai, ma davanti a questa situazione di estremo pericolo, decide di aiutarla. Non immagina che al di là dell'ostilità della natura, dovrà affrontare la cattiveria dell'Uomo: l'aiuto reciproco fisico e psicologico tra di loro sarà fondamentale in un "soli contro tutti". Questo thriller accattivante e radicale parla sia di lutto attraverso la storia di ricostruzione e guarigione di un uomo distrutto, sia di migranti che hanno lasciato tutto nella speranza di una vita migliore attraverso il ritratto di una donna coraggiosa e determinata. «L'esordio alla regia di Renusson - spiega il curatore della rassegna Marco Mariani - È un western contemporaneo in cui lo spettacolo della natura e la rappresentazione della violenza, del dolore e del lutto, avviene in una messinscena minimalista di denuncia contro le persecuzioni e l'emarginazione dei migranti. È, in ultima analisi, la lotta alla sopravvivenza di due anime perse in fuga da una caccia senza freni». --Giacomo Aricò