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Un voto in piena estate, con pochi precedenti nella storia, per decidere il futuro politico del Regno Unito. Rishi Sunak, 44enne premier e leader conservatore di riserva al tramonto di una legislatura quanto mai travagliata, ha rotto gli indugi: i britannici saranno chiamati alle urne il 4 luglio per decidere se suggellare la vittoria pressoché annunciata - sondaggi alla mano - del Labour neomoderato di sir Keir Starmer, o concedere il miracolo di un'altra chance alla logorata parrocchia Tory, reduce da 14 anni di un turbolento ciclo di potere segnato da Brexit, crisi, scandali, pandemie e scenari globali di guerra. L'accelerazione di Sunak - primo capo di governo della storia dell'isola figlio d'immigrati dell'ex colonia indiana, ma anche inquilino più ricco di Downing Street dell'era moderna - è arrivata tutto sommato a sorpresa, per quanto citata nel novero delle congetture mediatiche. Con un preavviso di poche ore, concretizzatosi dopo la risposta evasiva nel Question Time alla Camera dei Comuni a chi gli chiedeva se avesse paura di un ipotetico voto estivo e l'ennesima indicazione vaga di una scadenza elettorale «nella seconda metà dell'anno». Parole a cui è seguita la convocazione di un consiglio di gabinetto tutt'altro che ordinario, fra ministri richiamati in fretta e furia. Un'ora di riunione, conclusa con l'uscita di rito di fronte al portoncino di number 10 per la comunicazione ufficiale alla nazione dopo l'atto formale di un colloquio telefonico con Carlo III nella sua veste di capo dello Stato. «Ho parlato con Sua Maestà e il Re ha accolto la mia richiesta di far svolgere le elezioni generali il 4 luglio». --