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Braccio di ferro nel governo sulle norme retroattive per il superbonus e sulla sugar tax. Se gli alleati non accetteranno di cambiarle, Forza Italia minaccia di non votare il decreto all'esame della Commissione finanze del Senato. E chiede un confronto di maggioranza sull'emendamento presentato da Giancarlo Giorgetti. L'atmosfera fra gli alleati si scalda come ad agosto, quando il ministro dell'Economia e Giorgia Meloni decisero di varare una tassa sugli extraprofitti delle banche, senza consultare preventivamente Antonio Tajani. È stato uno dei passaggi più delicati per l'equilibrio di questo esecutivo, che trovò un compromesso dopo una lunga trattativa. Ora se ne apre un'altra dall'esito incerto. Dopo un sabato ad alta tensione, non sono mancate fibrillazioni domenicali. «Sono amico del ministro Giorgetti ma», ha puntualizzato Tajani, nell'emendamento «presentato dal ministero delle Economia» ci sono «dal punto di vista giuridico incongruenze col sistema italiano: un sistema democratico non può approvare norme retroattive». Il leader di FI, alla vigilia dell'apertura della campagna elettorale con la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen, ha chiesto anche di «rispettare la volontà del Parlamento e del Governo» sulla sugar tax. Il riferimento è all'ordine del giorno - votato dalla maggioranza a dicembre - che impegnava l'esecutivo ad accantonare o fare slittare ancora l'imposta sul consumo delle bevande analcoliche edulcorate, altrimenti in vigore da luglio, seppure con aliquote ridotte. --