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Stefano Romano/ paviaPer il rinnovo del parlamento europeo sabato 8 e domenica 9 giugno saranno chiamati alle urne 438.360 elettori della provincia di Pavia. Si voterà sabato dalle 15 alle 23 e domenica dalle 7 alle 23. Il Parlamento europeo, a differenza della Commissione (organo di governo) e del Consiglio europeo (formato dai capi di Stato e governo dei 27 Paesi dell'Unione), è l'unico organo ad elezione diretta dei cittadini e si rinnova ogni cinque anni.E ai cittadini italiani si è ricolto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella con un appello a votare pe le Eiropee. «Nel 2024 si svolgono elezioni in Paesi che rappresentano più della metà della popolazione mondiale. Sarà un anno cruciale per la democrazia in Europa e in molte parti del mondo. In un futuro non troppo lontano, potremmo arrivare a considerarlo come un anno decisivo che avrà stabilito la rotta per i decenni a venire». È l'incipit dell'appello congiunto del presidente della Repubblica Sergio Mattarella con i presidenti della Germania, Frank Walter Steinmeier e dell'Austria Alexander Van der Bellen.più europarlamentariNella prossima legislatura verranno eletti 15 eurodeputati in più rispetto alla precedente, questo perché la popolazione europea è cresciuta. L'Italia ha diritto a 76 eurodeputati (20 saranno eletti nella circoscrizione nord Ovest in cui è inserita Pavia e che comprende Lombardia, Piemonte, Liguria e Valle d'Aosta), ma anche questo numero è soggetto a possibili modifiche nel corso del tempo. Comunque i trattati, che regolano questi aspetti, prevedono un massimo di 750 deputati più la presidenza, con un minimo di 6 e un massimo di 96 seggi per ogni Paese. Allo stato attuale l'Italia è il terzo paese per popolazione, e quindi anche per seggi, dopo Germania (che ne elegge 96) e Francia (che ne elegge 81). Malta, Cipro e Lussemburgo hanno diritto a 6 eurodeputati ciascuno. Proprio come nel Parlamento italiano, anche quello europeo si organizza in commissioni dedicate a temi verticali.Appartenere a un gruppo consente di prendere parte alla ripartizione dei fascicoli e delle commissioni parlamentari. Essere chair (presidente) di una commissione parlamentare vuol dire stabilirne l'agenda dei lavori. Ci sono diverse commissioni, molte delle quali permanenti, alcune temporanee (quella sul Covid o sulla disinformazione operata da Stati esteri) e altre d'inchiesta su temi specifici. Tra quelle permanenti spiccano, tra le coinvolte sui temi del digitale, Juri (affari legali), Imco (tutela dei consumatori), Libe (libertà e giustizia), e Itre (industria e ricerca).