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Hamas ha accettato, in extremis, la proposta di Egitto e Qatar per un accordo con Israele sul cessate il fuoco. Forse nell'ultimo, disperato tentativo di fermare l'irruzione dei soldati israeliani a Rafah, dove in mattinata era scattato l'ordine di evacuazione di un centinaio di migliaia di civili già stremati da sei mesi di guerra. Ma lo Stato ebraico per ora frena, e anzi ha aumentato la pressione militare sulla città al confine egiziano con «attacchi mirati», aerei e di artiglieria, nella parte orientale della città al sud della Striscia, mentre fonti palestinesi hanno riferito di «un improvviso ingresso via terra» nell'est. In serata, il gabinetto di guerra ha infatti «deciso all'unanimità di continuare la sua operazione a Rafah», e al tempo stesso di inviare una delegazione al Cairo per continuare ad «esplorare la possibilità di raggiungere un accordo a condizioni accettabili».La telefonata di BidenAnche il presidente americano Joe Biden ha cercato ancora una volta di convincere il premier Benyamin Netanyahu a non invadere la città, insistendo sul fatto che raggiungere un'intesa per un cessate il fuoco è il modo migliore per proteggere la vita degli ostaggi. Poi l'annuncio di Hamas, giunto dopo la telefonata tra i due leader. «Adesso la palla è nel campo di Israele», ha detto un esponente di Hamas dopo che il leader Ismail Haniyeh ha informato il premier del Qatar Mohammed bin Abdul Rahman Al Thani e il capo dell'intelligence egiziana Abbas Kamel - e l'Iran - di aver «accettato» la loro proposta di mediazione. Secondo fonti della fazione palestinese, riportate dai media arabi, l'accordo sulla tregua prevede tre fasi di sei settimane ciascuna con l'obiettivo del cessate il fuoco permanente, il ritiro completo dell'Idf dalla Striscia, il ritorno degli sfollati al nord e lo scambio di prigionieri, a cominciare dai civili israeliani, donne, bambini, anziani e malati. Israele ritiene siano 33 gli ostaggi in questa categoria, definita «umanitaria», e Hamas si è impegnato a rilasciarli, vivi o morti. Tra i detenuti palestinesi da liberare ci sarebbero, invece, anche 20 condannati all'ergastolo. Gli ultimi dettagli dovrebbero essere comunque discussi di nuovo martedì al Cairo e le famiglie dei rapiti hanno lanciato un nuovo disperato appello al governo a dare seguito «al suo impegno nei confronti dei suoi cittadini», accettando la proposta di Hamas. Prima degli intensi bombardamenti notturni, a Rafah la notizia era stata inizialmente accolta da urla di gioia e spari in aria.Le trattativeMa fonti israeliane - nel silenzio di Netanyahu - hanno fatto sapere che Israele sta ancora «verificando la proposta e le sue conseguenze», così come gli Stati Uniti. Pubblicamente però Israele, forse irritato dalla fuga in avanti dell'annuncio di Hamas, ha gelato gli entusiasmi: «Hamas non ha accettato. È il suo solito trucco», ha detto il ministro dell'Economia, Nir Barkat, incontrando a Roma la stampa italiana. Si tratta di «una proposta unilaterale senza coinvolgimento israeliano. Questa non è la bozza che abbiamo discusso con gli egiziani», ha spiegato un alto funzionario israeliano al sito Ynet, aggiungendo che in questo modo Hamas mira a «presentare Israele come chi rifiuta» l'intesa. Mentre per il falco del governo di sicurezza Ben Gvir, «i giochetti di Hamas» meritano «una sola risposta: occupare Rafah». Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha invece invitato «tutti i Paesi occidentali a fare pressione su Israele affinché accetti». «Siamo lieti che Hamas abbia annunciato di aver accettato il cessate il fuoco, su nostro suggerimento - ha sottolineato -. Ora lo stesso passo dovrebbe essere fatto da Israele». Accordo o meno, lo Stato ebraico va avanti nell'operazione militare contro i battaglioni di Hamas a Rafah. --