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«Non appena la Russia dimostrerà di voler sinceramente negoziare, noi saremo sicuramente lì e credo anche gli ucraini»: il segretario di Stato americano Antony Blinken esprime la disponibilità di Washington a sedersi a un tavolo con la Russia per porre fine alla guerra in Ucraina.Ma le condizioni devono essere chiare e al momento ben lontane dalla posizione di Mosca: potranno esserci solo «negoziati in conformità con i principi fondamentali che sono alla base della comunità internazionale e della Carta delle Nazioni Unite: sovranità, integrità territoriale, indipendenza», ha precisato il capo della diplomazia Usa durante la sua missione in Medio Oriente. La fine della guerra «dipende in gran parte da Vladimir Putin e da ciò che deciderà. Spero che capirà il messaggio e dimostrerà la sua disponibilità a negoziati sinceri», ha sottolineato. Le armi non sono infinite, gli Stati Uniti lo sanno bene: l'ultimo pacchetto di aiuti americani a Kiev è passato solo dopo mesi di stallo e di polemiche. Così Washington pensa con pragmatismo a un futuro che prima o poi, con le buone o con le cattive, dovrà vedere un tavolo di negoziato. Ma la posizione dell'Ucraina è difficile, con il terreno che vede ancora in vantaggio gli invasori russi. E con la primavera o l'estate, si attende una nuova campagna offensiva da parte dell'Armata dello zar. Secondo il think tank americano Isw, le forze russe hanno l'opportunità di scegliere tra molteplici direzioni tattiche per le loro future azioni offensive sul fronte di Avdiivka, nel Donetsk, ma non è chiaro dove concentreranno i loro sforzi nel prossimo futuro. Mosca - dicono gli esperti - potrebbe continuare a spingersi a ovest, verso l'obiettivo operativo dichiarato a Pokrovsk, oppure provare a spingersi a nord per operazioni offensive intorno a Chasiv Yar. --