Navoni & Deprati quella passione che non tramonta

il casoLa passione per il calcio non ha età, e sul rettangolo verde, gli anni indicati sulla carta d'identità diventano un aspetto irrilevante rispetto all'entusiasmo che si prova a stare sul campo. Una testimonianza concreta che avvalora questa tesi arriva dal Tennis Club, storica realtà pavese del Csi. In occasione della gara con l'Arenese, pareggiata per 1-1, il Tennis Club ha schierato in campo due "giovanotti": il portiere Franco Navoni, classe 1955, e l'attaccante Gianmaria Deprati, classe 1961.«Hanno sempre fatto parte della nostra famiglia, e ci piaceva l'idea di vederli di nuovo in campo con la maglia del Tc», spiega mister Carmine Di Santi. Franco Navoni, 69 anni, ha quindi difeso la porta della squadra. «E mi scoccia aver subito gol», sorride Navoni, che ha sempre vissuto nel mondo del calcio.Dopo le giovanili nel Pavia, e un'esperienza nel calcio dilettantistico, Navoni è diventato un pilastro del Tennis Club: «L'età è quella che è, e gli acciacchi ci sono, poi la palla va troppo veloce per me. Sono sempre stato nel calcio, anche se facendo il vigile del fuoco, a volte capitava che venissi chiamato in servizio, cosi dovevo saltare qualche allenamento o partita. Ho fatto anche l'arbitro nel Csi per sei anni, è stata un'esperienza molto formativa e divertente». Oggi Navoni allena i portieri del Siziano, in Prima categoria, e i giovani del Pavia Academy: «Quello che ho notato è che oggi c'è molta meno passione. Noi, da ragazzi, ci allenavamo col caldo, il freddo e la pioggia. Per fortuna, c'è ancora qualche ragazzo che ha voglia e che è disposto ad ascoltare. Credo che nel calcio attuale mi sarei trovato bene, con i piedi me la cavavo, tanto che nei tornei, giocavo spesso in altri ruoli». Dal portiere al bomber. Nella gara con l'Arenese, il Tennis Club ha concesso la passerella anche a Gianmaria Deprati, classe '61, di professione dentista. Deprati è cresciuto a pane e pallone sin da bambino, grazie al papà Mario, che ha giocato nell'Inter nel '49, pur senza esordire, per poi vestire le casacche di Cagliari in C e Genoa in serie A, chiudendo poi la carriera nel Pavia. «Anch'io da piccolo ero stato scelto per un provino con l'Inter, ma proprio mio padre fu il primo a dirmi che dovevo studiare. Non ho rimpianti, anche perchè quel provino non mi avrebbe dato la certezza di una carriera ad alti livelli nel calcio. Cosi ho sempre giocato a calcio, e mi sono divertito negli Amatori. Sono qui al Tennis dal 1983, mi alleno due volte a settimana con la squadra di calcio, gioco a tennis e vado anche in palestra. Il fiato non mi manca, quello che mi mette in difficoltà è la velocità del calcio di oggi». La passione dei due "ragazzi" del Tennis Club, però, non si è mai affievolita. --A.Q.