Senza Titolo
È il veterano degli allenatori della Serie A, con i suoi 72 anni. Ma gli piacciono le cose difficili e le emozioni da ragazzini: le rimonte, ad esempio. In partita e in classifica. Claudio Ranieri domenica ne ha fatto un'altra, questa volta all'Atalanta: guai a dargli uno schiaffo (gol di Scamacca). Lui è gentile ed educato. Ma in cambio ne restituisce due. Domenica con due pupilli: Augello, suo ex giocatore ai tempi della Samp. E Viola, adottato lo scorso anno quando ormai sembrava messo ai margini e confermato in rossoblù anche la scorsa estate. Quattro delle sette vittorie che stanno trascinando il Cagliari lontano dal terzultimo posto sono arrivate così. Il caso più clamoroso con il Frosinone: i sardi quel giorno stavano praticamente salutando la A perché a 20 minuti dalla fine erano sotto 3-0. Al di là della sconfitta, sembrava il sigillo a una stagione segnata. Poi ecco gli uomini della panchina, spesso decisivi: Oristanio e, dopo il gol di Makoumbou, addirittura la doppietta di Pavoletti. Da 0-3 a 4-3: roba da film o cartoni animati giapponesi. Il Bologna, dopo la rete di Orsolini, era stato raggiunto e sorpassato con la rinascita (che poi si è fermata lì) di Petagna. Sensazionale anche il miracoloso 2-1 nel recupero con il Sassuolo, tutto nel recupero, con il gol di Lapadula e la rovesciata di Pavoletti. Dopo che i neroverdi erano arrivati al 90' sull'1-0. A fine gara, domenica, ha anche detto che, prima di dire salvezza, ce ne passa. «Sono 3 punti molto importanti, al girone di andata ne avevamo fatti 15 e a sette gare dalla fine abbiamo eguagliato quel bottino. Questa è stata una grande vittoria fatta con lo spirito da battaglia ». --