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Maria Fiore / PARONAUn feto di alcune settimane tra cartacce e bottiglie di plastica, in un cestino dei rifiuti nel parco pubblico di via Papa Giovanni XXIII, a Parona, vicino all'area giochi dei bambini. A scoprirlo, ieri mattina, sono stati alcuni operatori ecologici durante l'operazione di pulizia dell'area e di svuotamento della spazzatura dai contenitori in legno, all'interno dei giardini che ospitano panchine, aiuole, un'altalena e alcuni scivoli. Il ritrovamento ha fatto scattare l'intervento dei carabinieri della compagnia di Vigevano, che hanno recuperato il feto e lo hanno consegnato agli esperti dell'Istituto di Medicina Legale dell'Università di Pavia, che dovranno esaminarlo. Si cerca la madre, la cui identità fino a ieri sera era sconosciuta.I militari stanno setacciando gli ospedali: la donna potrebbe infatti essersi rivolta a un pronto soccorso dopo avere abortito. Tanti sono i dubbi ancora da chiarire. Un aborto clandestino?Le dimensioni del feto, di circa 10 centimetri, fanno pensare a un'età gestazionale tra le 13 e 15 settimane (il termine consentito dalla legge per l'interruzione volontaria di gravidanza è di 12,8 settimane) ma resta ancora da accertare se si sia trattato di un aborto clandestino o fisiologico. In entrambi i casi la madre o altre persone che forse l'hanno aiutata ad abortire o che erano comunque a conoscenza della gravidanza, hanno deciso di abbandonare il feto in un luogo piuttosto frequentato, perché vicino al centro, alle scuole, a un bar e a un campo sportivo. Il corpicino, peraltro, non era molto nascosto all'interno del cestino ed è affiorato non appena i netturbini hanno smosso la spazzatura. Da quanto tempo era lì? Quale situazione può avere spinto la madre o altre persone a gettarlo in mezzo ai rifiuti? Proprio la posizione del parco, comunque, dovrebbe consentire ai carabinieri della compagnia di Vigevano di arrivare presto a chiarire le circostanze del ritrovamento: nella zona, infatti, ci sono alcune telecamere di videosorveglianza, che i militari hanno già acquisito. Al di là della verifica di un possibile reato, l'obiettivo è anche fornire assistenza alla madre, che potrebbe avere bisogno di cure mediche o di un supporto di altro genere. «Storia di disperazione» «Di sicuro dietro a questa tristissima vicenda c'è una situazione di solitudine e disperazione - dice il primo cittadino di Parona, Marco Lorena, subito allertato del ritrovamento -. Abbiamo una rete sociale in paese abbastanza solida e le possibilità di colloquio ci sono, ma alcune situazioni possono sfuggire». La madre potrebbe abitare in paese (ieri si sono diffuse tante voci poi smentite dagli investigatori) ma potrebbe essere stato anche qualcuno di passaggio a decidere di abbandonare il feto in un cestino dei rifiuti al parco di Parona. --