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PaviaStrane proceduree permessi vaghiSto seguendo da qualche giorno la vicenda del magazzino di Porta Nuova, venuta alla luce in seguito alla "scoperta" fatta da alcuni studenti in visita didattica.Già la concessione di un bene pubblico per una funzione di magazzino privato mi sembra piuttosto grave, ma c'è dell'altro, che rende il fatto pure grottesco. L'ultima notizia che avete dato a riguardo, infatti, è la seguente: il gestore del locale afferma di essere stato autorizzato dal Comune all'uso di Porta Nuova, a compensazione di operazioni di bonifica del monumento eseguite l'anno scorso dal gestore stesso.Dall'articolo si evince peraltro che "parlando con alcuni esponenti della giunta, nessuno aveva tuttavia una memoria precisa dell'autorizzazione".La situazione appare quantomeno curiosa (oltreché vergognosa): non dovrebbe esistere un documento scritto relativo a questa fantomatica autorizzazione di cui pare non ci sia traccia?I permessi vengono dunque concessi oralmente?Lascio a chi legge ogni considerazione in merito...Roberto PozziPaviaScuolaIl nostro viaggioa SalamancaNel mese di febbraio, noi studenti di lingua spagnola della classe 3RB dell'Istituto Tecnico Economico "Antonio Bordoni" abbiamo avuto l'opportunità di svolgere uno stage linguistico di una settimana in Spagna, a Salamanca. Quando abbiamo iniziato a parlarne, questo viaggio sembrava così lontano, ma in realtà in un attimo ci siamo ritrovati in aeroporto con le nostre valigie e con tanta voglia di partire.Atterrati a Madrid siamo subito andati a provare, seguendo il consiglio del nostro professore di spagnolo, Giuseppe Morganti, uno dei piatti tipici della capitale, el bocadillo con calamares, un semplice panino con il pesce fritto che ci ha davvero conquistato, tant'è che lo abbiamo voluto gustare anche prima di ripartire. E dopo aver visitato la città, siamo partiti con il pullman per Salamanca, dove avremmo soggiornato per una settimana presso una famiglia ospitante che ci ha accolto nella sua casa e nella sua quotidianità.Il giorno successivo abbiamo iniziato la nostra giornata all'Università di Salamanca nella sede "Corsi Internazionali": i professori ci hanno dato il benvenuto e ci hanno illustrato il corso che avremmo frequentato durante la settimana. Abbiamo approfondito sia lo studio della lingua che quello della cultura spagnola. Dopo la mattina di studio e le attività pomeridiane, le nostre famiglie spagnole ci aspettavano per cenare e parlare della nostra giornata, così da farci esercitare la lingua.Durante la settimana abbiamo fatto anche due uscite serali accompagnati dai nostri insegnanti: una al cinema e una a una festa in un locale insieme ad altri ragazzi che stavano vivendo la nostra stessa esperienza. Il tempo è davvero volato e in un attimo era già ora di partire, ma non poteva mancare una visita al museo della Reina Sofia di Madrid per ammirare il celebre dipinto "Guernica" di Pablo Picasso.Siamo tornati in Italia colmi di emozioni, felici di questa esperienza che ci ha arricchito sia umanamente, perché abbiamo imparato ad essere più autonomi e responsabili, sia culturalmente, perché ci ha fatto conoscere meglio le usanze spagnole e migliorare le nostre competenze nella lingua che studiamo ogni giorno.Ilaria Carta e Alice Vecchioclasse 3RB Ite Bordoni, PaviaAltri tempiI miei giretticon nonno GustoCorreva l'anno 1966. C'è una bimba che da viale Sicilia, seduta sopra la canna della bicicletta del nonno, un cuscino per proteggere il sederino, va alla fontana dei marinai. Il nonno posteggia la bici vicino a una panchina. Prende per mano la bimba e le fa fare il giro sul bordo della vasca. La bimba felice, spruzzi di acqua sulle manine, conta i pesciolini rossi che sguazzano nella vasca grande. Poi si recano ai giardini pubblici di piazza Castello, un giro sul trenino dove viene regalato un palloncino gonfiato dal signor Battista. Viene legato al polsino della bimba per non farlo volare. Un giro sulla campana, altalena e scivolo. Il nonno seduto a chiacchierare sulla panchina o a leggere il giornale. Un bottiglino di liquido dolce da bere, un cono di gelato. Ogni tanto una collanina elastica con anellini di zucchero oppure un wafer ricoperto di cioccolato o un kik kat. Al ritorno si fermano alla conca del naviglio a vedere i pesciolini rossi e passare la litorina. La bimba ero io col mio nonno Gusto, noi e i nostri indimenticabili giretti.Katia Magrotti. PaviaVogheraAll'area Barattaqualcosa si muoveSiamo molto contenti che dopo la nostra azione anche un po' plateale del "taglio del disastro", per la dichiarazione del fallimento del progetto all'area Baratta, ora invece l'amministrazione abbia deciso di intervenire nell'area fitness e campo da basket. Anche se constatiamo che la giunta va sempre alla rincorsa e al recupero delle situazioni quando sono innegabili.Noi siamo per una opposizione dura e senza sconti, che monitori l'amministrazione ma che preveda sempre una proposta concreta di miglioramento della città.L'area fitness è uno spazio che i cittadini devono poter utilizzare così come il campo di basket tanto propagandato.Riceviamo molte segnalazioni dai vogheresi sulla situazione strade, rifiuti, viabilità pertanto continueremo con le nostre segnalazioni di quello che non funziona senza polemiche ma senza nemmeno riserve.Alessandra Bazardisegretaria cittadina PdArteQuando l'Enricodipingeva PaviaUn pittore con i suoi colori teneri ha dipinto la sua città, la sua amata Pavia. E non solo. Il Ticino, il Po e le frazioni dei dintorni. E, prima che crollasse, dal suo studio ha dipinto la torre civica. Era Enrico Bargiggia. Esponeva nelle gallerie.Massimo RenatiTravacò Siccomario