Senza Titolo
Per il rugby italiano, il Sei Nazioni 2024 ha segnato uno spartiacque tra un prima e un dopo. Se la Nazionale ha da poco concluso il miglior Sei Nazioni della sua storia con undici punti (due vittorie e un pareggio, più un punto di bonus), molto del merito va al commissario tecnico Gonzalo Quesada, l'uomo che ha cambiato la mentalità degli azzurri, ma non bisogna dimenticare l'apporto fondamentale fornito dai Centri di formazione federali e dalle Accademie. La sconfitta di misura contro l'Inghilterra aveva fatto intuire ai tifosi italiani che qualcosa era cambiato: il gioco divertente in attacco aveva fatto rima con attenzione estrema in difesa. La sconfitta senza appello contro la fortissima Irlanda poteva far credere che fosse solo un fuoco di paglia, ma così non è stato: nel pareggio con la Francia si è vista tutta la mano di Quesada, che ha preparato i suoi per una gara senza sbavature, fino al palo di Garbisi che ha trasformato in una beffa la possibile vittoria. Il successo sulla Scozia ha sfatato il tabù Olimpico, dove non si vinceva da undici anni, mentre quello in casa del Galles ha costretto i Dragoni al cucchiaio di legno e incorniciato per sempre il cammino azzurro: dal 2000, anno del debutto al Sei Nazioni, mai la Nazionale aveva vinto due gare e inanellato tre risultati utili di fila. Sergio Parisse, ex capitano azzurro, su Twitter ha benedetto così la Nazionale: «Questo gruppo è speciale! Il rugby italiano può guardare il futuro con fiducia e con la consapevolezza che questo è solo l'inizio di una nuova era». La squadra gioca un bel rugby e ha futuro, visto che l'età media è bassa (26 anni circa): moltissimi protagonisti, dall'inarrestabile pilone Danilo Fischetti passando per Garbisi «uomo dal piede d'oro», fino al capitano Michele Lamaro, quest'anno hanno registrato una crescita esponenziale. Cambio radicale di approccio alle partite, tanto lavoro sul gioco al piede e capacità di cambiare a partita in corso sono i principali punti su cui ha battuto il ct. All'estero se ne sono accorti: Le Monde aveva definito quella sulla Scozia «una vittoria che fa scalpore». Bbc Sports, dopo il trionfo di Cardiff, celebra «la più grande stagione dell'Italia al Sei Nazioni».