Sui maltrattamenti ricevuti in cella il processo si apre con un rinvio
Per i maltrattamenti in cella a Pavia ai danni di Jordan Tinti è imputato Gianmarco Fagà, trapper noto come Traffik e conoscente di Tinti. Infatti i due erano stati condannati in primo grado a Monza per rapina aggravata dall'odio razziale, accusa riqualificata in violenza privata in appello. I due erano finiti a processo per una rapina avvenuta ad agosto del 2022 alla stazione ferroviaria di Carnate (Monza Brianza). Era stato rapinato un operaio nigeriano, l'aggravante dell'odio razziale derivava dal fatto che i due avrebbero proferito insulti razzisti al rapinato. Per Fagà oggi ieri è iniziato il processo a Pavia e il padre di Jordan era parte civile. Il processo si celebra davanti alla giudice monocratica Elena Stoppini, ma ieri l'udienza è stata rinviata per un legittimo impedimento dell'avvocato di Fagà. Jordan Tinti era parte civile nel processo. «Suo padre, anche dopo la morte del figlio, resterà parte civile nel procedimento: andremo avanti alla ricerca della verità» spiega l'avvocato della famiglia, Federico Edoardo Pisani. Il 26enne trapper Jordan Tinti aveva anche denunciato di essere stato vittima di violenza sessuale da parte di un altro detenuto. Il legale del trapper si è opposto alla richiesta di archiviazione della procura di Pavia: un pronunciamento è atteso nelle prossime settimane.