Moreschi, il caso unisce Pd e Lega «Si muovano Regione e governo»
VIGEVANOOltrepassa i confini cittadini il caso dei 59 licenziamenti al calzaturificio Moreschi e l'abbandono della produzione a Vigevano di un marchio che ha fatto la storia. Nel consiglio comunale aperto convocato ieri sera, oltre a quasi tutti i dipendenti dello stabilimento, erano presenti i consiglieri regionali Andrea Sala (Lega), Roberta Vallacchi e Simone Negri, entrambi del Pd, insieme a sindacalisti e rappresentanti delle categorie produttive. Negli interventi, a partire da quello del sindaco Andrea Ceffa, lo sguardo si è allargato dalla dimensione locale a quella regionale e nazionale con il Pirellone e il governo chiamati ad essere interlocutori nella vertenza aziendale e nel rilancio dell'intero settore. Il primo passo è diretto verso la Regione. «Ho sentito l'assessore regionale allo Sviluppo Economico Guido Guidesi con il quale già da tempo, assieme alle associazioni di categoria, stiamo parlando di un progetto di rilancio del settore calzaturiero», ha detto il sindaco Andrea Ceffa all'inizio della seduta (presenti 19 dei 25 consiglieri) precisando però che il consiglio comunale non poteva interessarsi a una sola azienda, ma doveva occuparsi dell'intera città. «Vorrei ricordare - ha proseguito Ceffa - che la nostra città, nonostante oggi ci sia una situazione di difficoltà, vanta ancora il 70% delle industrie presenti in provincia di Pavia, abbiamo un comparto meccano calzaturiero fortissimo, uno dei migliori al mondo. Per questo dobbiamo essere capaci di rilanciare anche il settore calzaturiero. A tal proposito, l'assessore Guidesi ha dato la massima apertura e aspetta un progetto di rilancio del settore, non solo vigevanese, ma lombardo. Anche il presidente della Provincia Giovanni Palli ha convocato un tavolo, che probabilmente sarà il 27 marzo, nel quale è stata coinvolta Città Metropolitana. In tutto questo dovremo coinvolgere anche i sindacati perché noi siamo certi che anche il mercato calzaturiero possa essere rilanciato». I consiglieri dem Vallacchi e Negri hanno chiesto un'audizione in commissione attività produttive del Consiglio regionale della proprietà della Moreschi di Vigevano e l'apertura di un tavolo nazionale al ministero dello Sviluppo economico.«La crisi del calzaturificio Moreschi - hanno detto in una nota - non deve finire con la chiusura dell'ennesimo sito produttivo, la perdita di competenze per il tessuto economico e soprattutto la perdita di reddito e di lavoro i lavoratori dell'azienda e dell'indotto. È un problema che va oltre la città e deve interessare la Regione e il governo. Facciamo appello all'assessore regionale alle attività produttive e al ministro Adolfo Urso perché affrontino la vicenda con attenzione e con decisione. Il primo passo, per quanto ci riguarda, sarà l'audizione che abbiamo chiesto, e saremo a Vigevano lunedì con il gruppo Pd, con il capogruppo Pierfrancesco Majorino e il vicepresidente Emilio Del Bono per parlare di questo problema». IL PRESIDIOIntanto, ieri mattina, i lavoratori, con i sindacalisti, hanno scioperato all'interno dello stabilimento e non davanti ai cancelli, perché gli stipendi di febbraio, che sarebbero dovuti essere pagati già da lunedì 11, non sono ancora stati processati. La richiesta dei sindacalisti era quella di vedere almeno il cosiddetto codice "cro", il codice che dimostra cioè l'avvenuto bonifico. «Antonio Palmeri, portavoce di Guido Mario Scalfi, di fatto proprietario della Moreschi spa - spiega Michele Fucci, della Cgil - ha detto che i pagamenti verranno eseguiti lunedì. Noi abbiamo risposto che questo dovrà essere l'ultimo rinvio e che i pagamenti dovranno riguardare tutti i dipendenti e non un po' per volta come è stato per la mensilità di gennaio. Diversamente, occuperemo davvero lo stabilimento». Oggi lo sciopero continuerà, sempre dalle 10 alle 11, davanti ai cancelli, mentre alle 11, all'interno dello stabilimento, si terrà il secondo incontro tra proprietà e sindacati come previsto dalla trattativa della procedura di licenziamento collettivo. --selvaggia bovani