Cena con bonifico falso i ristoratori perdonano la truffatrice seriale
pavia Questa volta per Erika Alini, 39 anni accusata di essere una truffatrice seriale tanto da essere già in carcere per scontare 8 anni, non è arrivata un'altra condanna. Secondo l'accusa si era finta una dirigente aziendale per prenotare una cena per 40 persone, aveva pagato in anticipo più del dovuto con un bonifico risultato fasullo e poi quando effettivamente era andata a consumare un pasto al ristorante si era fatta dare la somma in eccedenza in contanti. Due ristoratori "magnanimi" a cui avrebbe sottratto 30 euro alla fine però hanno deciso di rimettere la querela. Così ieri mattina Alini è stata assolta per mancanza di querela di parte dalla giudice monocratica Valentina Nevoso. Una vicenda accaduta nel 2019. Alini, secondo la ricostruzione della procura, aveva contattato un ristorante pavese. Si era spacciata per una dirigente di una importante azienda, contrattando per una cena con i dipendenti. Un accordo con tanto di somma pattuita per il menù. A quel punto la donna aveva pagato in anticipo, ma poi il bonifico era risultato fasullo con una ricevuta che non era veritiera. La donna era andata comunque al ristorante per una cena di prova, i ristoratori avevano deciso di ridare la somma in eccesso (30 euro) in contanti. La 39enne aveva quindi consumato la cena e incassato anche i contanti. Poi era stata disdetta la cena aziendale, ma nel frattempo era emerso che tutto l'accordo e il bonifico erano fasulli. Così era partita la denuncia nei confronti della Alini per truffa e sostituzione di persona, tesi che hanno retto anche in fase di indagini preliminari. Tanto che si è arrivati di fronte al tribunale, con l'udienza di ieri mattina dalla giudice monocratica Valentina Nevoso. La 39enne era difesa dall'avvocato Alessio Corna di Pavia, però i due titolari del ristorante hanno rimesso la querela (obbligatoria per procedere in caso di reati come la truffa non aggravata), evitando quindi una nuova possibile condanna. La donna è in carcere per una serie di procedimenti penali, tra raggiri e sostituzioni di persona. Tra il 2018 e il 2020 erano emersi almeno una ventina di episodi. Raggiri messi a segno in tutta la provincia di Pavia, ma non solo. Tra le condanne diventate definitive, che hanno portato alla pena di otto anni di carcere, ci sono anche alcuni episodi in cui la donna si sarebbe spacciata per amica di bancari, imprenditrice e medico, riuscendo così a raggirare molte persone, commercianti e anche un concessionario di auto. --S.bar.