Botte e rapina al vigile padre e figlio a processo

castello d'agogna A due anni di distanza dai fatti finiscono a processo di fronte al collegio del tribunale di Pavia padre e figlio accusati a vario titolo di rapina, lesioni, danneggiamento e resistenza a pubblico ufficiale per aver colpito e sottratto il telefono al vigile urbano di Castello d'Agogna. La zuffa era avvenuta quando i due, Gaetano Rania 71enne e il figlio Roberto 28enne entrambi di Borgolavezzaro e difesi dall'avvocato Roberto Grittini, si erano presentati sotto il municipio di Castello d'Agogna per contestare una multa per guida senza cinture. A loro dire elevata dall'agente di polizia locale senza fermarli, ma solo con una fotografia. I due, come emerso nella ricostruzione del pm Roberto Valli, avrebbero suonato il campanello del municipio per chiedere spiegazioni al vigile, ma il personale del Comune aveva spiegato che quel giorno l'agente non riceveva. La situazione non si era calmata, i due avevano insistito prendendo al calci il portone. L'agente di polizia locale è uscito per riportare la calma. Ma era stato aggredito. Al vigile era stato tolto di mano il cellulare di servizio, con cui stava cercando di fotografare i due. Il cellulare era stato rotto e buttato in un tombino, poi sono volati ceffoni.L'agente di polizia locale si era fatto medicare ala clinica Beato Matteo di Vigevano, riportando una prognosi di 20 giorni. Il processo è alle battute iniziali di fronte al collegio presieduto dalla magistrata Elena Stoppini (a latere Luisella Perulli e Carlo Pasta), ieri sono stati sentiti diversi testimoni tra cui i carabinieri di Mortara intervenuti quel giorno, ma anche dipendenti del municipio presenti il giorno dell'aggressione. Ha deposto anche il vigile aggredito. Il processo riprenderà nelle prossime settimane. --S.bar