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Anche l'Italia vuole partecipare al lancio di aiuti umanitari con i paracadute a Gaza. L'annuncio l'ha dato il ministro della Difesa, Guido Crosetto, da Ankara, dove si trovava in visita istituzionale. Al momento si sta studiando la fattibilità dell'operazione, che va concordata con i Paesi alleati. Ieri è avvenuto il più ampio intervento umanitario dal cielo: hanno partecipato tre velivoli giordani, tre statunitensi, uno egiziano ed uno francese. I transiti di aiuti proseguono anche per via terrestre, dal valico di Rafah. Ma spesso con difficoltà e blocchi: migliaia di tir sono attualmente in attesa di entrare nel territorio palestinese. Ecco perché si sta privilegiando la soluzione aerea. La praticabilità viene esplorata nell'ambito della missione Levante. A portare gli aiuti sulla Striscia potrebbero essere C-130 dell'Aeronautica Militare, in grado di contenere tonnellate di materiale. Ma l'Italia sta pensando anche di utilizzare il canale marittimo, con l'attivazione dell'iniziativa multinazionale «Maritime Aid to Gaza» volta a prevedere l'apertura di un corridoio per il trasporto di aiuti. Ciò, sottolinea il ministero, sarebbe «in continuità con quanto già fatto con l'invio della nave Vulcano della Marina militare, dei voli dell'Aeronautica militare per portare in Italia bambini palestinesi per ricevere le cure presso i nostri migliori ospedali pediatrici e della disponibilità di inviare un ospedale da campo dell'Esercito Italiano appena le condizioni lo consentiranno». Fin dall'inizio del conflitto, ha ricordato Crosetto, «il ruolo dell'Italia è stato quello del Paese occidentale che si è occupato essenzialmente di portare aiuto al popolo palestinese». --