I rappezzi non bastano "strage" di pneumatici sulle strade colabrodo
PaviaUna ventina di auto con gomme squarciate e parecchi mezzi danneggiati. Non si contano le buche sulle strade del Pavese dove, in seguito al cedimento del ponte sul colatore Sesso, è stata anche chiusa la provinciale numero 132, che collega Sant'Alessio con Prado, frazione di Cura Carpignano. La sindaca di Sant'Alessio, Ivana Maria Cartanì, ieri ha firmato l'ordinanza di chiusura da via Cadorna, civico 46, a via degli Artigiani (Cura). L'accesso è vietato anche a ciclisti e pedoni. In quasi tutto il Pavese le strade sono costellate da veri e propri crateri, formatisi in seguito alle piogge degli ultimi giorni. E le proteste si moltiplicano, i tanti automobilisti parlano di «situazione intollerabile» e chiedono di ripristinare le condizioni minime di sicurezza su arterie peraltro di forte percorrenza. Da Landriano a Ceranova. Da Torrevecchia a Marzano, fino a Lardirago. Da Valle Salimbene a Corteolona. Da Villanova D'Ardenghi a Carbonara. E poi Santa Cristina, Pieve Porto Morone, Vidigulfo, Siziano, Cura Carpignano, Sant'Alessio. In molti punti l'asfalto è collassato e le voragini, ricolme d'acqua, si sono trasformate in vere e proprie trappole per gli automobilisti. Le squadre della Provincia erano all'opera per mettere in sicurezza i tratti nelle condizioni peggiori, ma le condizioni, terribili, delle strade hanno messo in difficoltà gli operatori di Piazza Italia.A Siziano, dopo la rotonda, si è riaperta la buca killer che aveva danneggiato parecchi mezzi e se ne sono formate altre due, come raccontano alcuni pendolari. Buche anche all'altezza di Zeccone. La Vigentina resta una delle arterie più compromesse, crivellate da crateri di ogni dimensione. Sulla strada provinciale numero 2, la Pavia-Melegnano non va meglio. Se la situazione all'altezza di Vidigulfo è drammatica, a Ceranova è tragica, raccontano gli automobilisti. E proprio in quest'ultimo Comune, all'altezza della rotatoria, si sono contate sette auto ferme, con gomme squarciate. Alcuni di loro utilizzano i social per avvertire chi transita sulle strade dissestate. «Nelle ultime 48 ore c'è stato un vero e proprio massacro - sottolinea Fabrizio Cavaldonati, amministratore del gruppo whatsapp L 24 che svolge un monitoraggio civico della mobilità in provincia -. Le lamentele sono state numerosissime, le persone sono arrabbiate per le condizioni delle provinciali che sono in pessimo stato. Grazie alle nostre sentinelle monitoriamo le strade per avvisare gli utenti che, in questo modo, prestano ancora più attenzione o evitano alcuni percorsi. Il problema delle buche che si formano in seguito alle piogge esiste. Ben vengano i nuovi interventi promessi ma, a livello di risorse, l'ente provinciale non è in grado di sostenere la situazione e si limita ad effettuare alcuni interventi tampone. L'unica soluzione ci sembra quella di assegnare ad Anas e allo Stato la competenza di ulteriori tratti stradali, come peraltro già avvenuto in un recente passato». La ex statale dei Giovi è una gruviera, anche sulle sp 9 e 128, tra Torrevecchia Pia e Marzano, le innumerevoli buche hanno distrutto i cerchioni di diversi mezzi. Appare come un campo minato la provinciale 234, tra Santa Cristina e Pieve, e si è costretti allo slalom tra Valle Salimbene e Belgioioso, ma anche a Spessa. -- St.Pr