A processo per truffa ma anche lui era vittima chiesta una pena mite
Sandro Barberis / motta Con una relazione al tribunale ha spiegato di essersi trovato in una situazione sgradevole, ma di non essere un truffatore. Di essere finito in un vortice di chat, anche su Telegram, dove c'erano presunti guru delle criptovalute e degli investimenti on line. E di aver perso soldi in quella vicenda, già oggetto di altri procedimenti penali a Milano. Una situazione che l'avrebbe portato poi a chiedere denaro ad altre persone, sempre tramite un complicato giro di chat. Al punto da finire a sua volta denunciato e a processo per truffa.la vicendaPer Maximiliano Palladini, 51enne di Motta Visconti, però la procura ha chiesto una pena minima in relazione al reato: 6 mesi. Il giudice monocratico Vincenzo Giordano ha rinviato la decisione ad inizio aprile, quando ci sarà un'altra udienza. «Sono stato truffato per primo e ho denunciato», ha spiegato l'imputato al giudice. «Il mio asssitito si è trovato una situazione complicata, dove ha investito denaro e avuto perdite - spiega il suo avvocato Francesco Martinese del foro di Lecce -. Una vicenda complessa, dove è anche vittima, e che gli ha causato gravi problemi personali. Contiamo di dimostrare l'estraneità dai fatti in giudizio». Nell'imputazione pavese, nello specifico, la vicenda è quella di un'operazione immobiliare a Montecarlo in cui il 51enne si sarebbe presentato come intermediario. Così il 51enne di Motta, nel ruolo di intermediario, «avrebbe ottenuto dalla coppia 170mila euro». Un profitto ingiusto secondo la procura che aveva disposto il rinvio a giudizio. --© RIPRODUZIONE RISERVATA