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cozzoBoschi, zone umide in cui nidificano rane, e pratiche agricole sostenibili. Un nuovo approccio alla risicoltura, attento all'ambiente e alla filiera legata al territorio, quello premiato da Riso Gallo, con l'obiettivo di sensibilizzare le aziende agricole attraverso il progetto della Carta del Riso. L'azienda agricola che ha ottenuto il punteggio più elevato in termini di soluzioni messe in atto a favore della biodiversità è lomellina, terra naturalmente vocata al riso. Antonio Mairano gestisce una proprietà di 130 ettari a Celepenchio, frazione di Cozzo, all'interno di una ZPS (Zone di Protezione Speciale) della risaie della Lomellina, e in prossimità di alcuni SIC, quali la garzaia di Celpenchio e la garzaia della Verminesca.In questa riserva, la tutela della biodiversità è il filo conduttore: «Ho realizzato fossetti per le rane e seminato un'area di un ettaro con l'obiettivo di favorire la biodiversità. Pratico sovescio di leguminose come veccia e trifoglio, e dedicato una piccola percentuale di superficie alla semina di essenze mellifere come facelia che fungono da rifugio a vari insetti impollinatori». «Produciamo risone tondo Centauro (tra le varietà note come riso Originario, ha veloci tempi di cottura ed è indicato per minestre, minestroni, timballi, arancini, dolci e torte, non per risotti perché tiene poco la cottura); riso lungo b (ideale per accompagnamenti o insalate di riso) e riso lungo Luna cl (conosciuto anche come varietà Ribe, in cucina è molto versatile e si utilizza in preparazioni come insalate di riso, ripieni, contorni oppure timballi, supplì e arancini), che conferiamo a Riso Gallo e altre riserie della zona. Oltre al riso, a rotazione coltiviamo anche frumento e o soia su parte dell'azienda». Anche l'investimento sui macchinari è all'avanguardia e orientato all'agricoltura di precisione: «Pratichiamo inerbimento spontaneo e la sfalciatura degli argini senza ricorrere a trattamenti erbicidi», conclude Mairano. --el.la.