Senza Titolo

L'Inter si rituffa in Europa, alla ricerca di nuove «notti magiche» dopo la cavalcata della passata stagione interrotta solo dal Manchester City all'ultimo atto. I nerazzurri, lanciatissimi in campionato, stasera attendono a San Siro l'Atletico Madrid nella gara d'andata degli ottavi di finale, in una sfida piena di amarcord ma anche piena di difficoltà per Lautaro Martinez e compagni. Sarà il grande ritorno al Meazza infatti di Diego Simeone, rimasto nei cuori interisti nonostante le due sole stagioni in nerazzurro a fine anni '90, lasciato poi partire verso la Lazio dove insieme tra gli altri all'attuale tecnico dell'Inter Simone Inzaghi riportò lo scudetto nella capitale biancoceleste. Ora il Cholo è una bandiera dell'Atletico, da 13 stagioni alla guida dei colchoneros, e soprattutto rappresenta un avversario decisamente ostico per i nerazzurri. Consapevolezza L'Inter però non vuole lasciarsi distrarre dai ricordi, anzi. Perché dopo la delusione della scorsa finale di Champions, la squadra di Inzaghi sembra anche aver guadagnato la consapevolezza di poter fare ancora tanta strada in Europa, considerando anche il cammino in Serie A. «Tutte vogliono evitare l'Inter? L'anno scorso abbiamo vissuto notti magiche, con la società e i nostri fantastici tifosi. E noi vorremmo rifarlo. Ma già da domani affrontiamo una grande squadra, noi ce la giocheremo», le parole di Inzaghi alla vigilia. «Sarà una bellissima gara, l'episodio la può cambiare. Penso al ritorno contro il Liverpool di due anni fa, stavamo dominando e abbiamo avuto un'espulsione. O la finale contro il City che poteva avere un altro epilogo». Incroci Stavolta di fronte ci sarà non solo un ex compagno, ma anche un amico per Inzaghi. «Sarà un piacere ritrovare Simeone da avversario. È stato un grandissimo compagno di squadra, siamo sempre rimasti in contatto. È diventato un grandissimo allenatore ma si vedeva. È un piacere quest'anno vedere l'Atletico, gioca un ottimo calcio. Ma l'Atletico non è solo Simeone, ha giocatori di livello, gente che ha fatto finali Mondiali, finali di Champions». Guai a fidarsi, quindi, anche perché non è più la squadra solo aggressività di qualche anno fa. «Sono cambiati, giocano in maniera diversa, palleggiano molto di più anche perché i giocatori hanno grande tecnica», l'analisi del tecnico interista. Non solo le insidie legate a un grande avversario, però, perché Inzaghi non vuole soprattutto cali di concentrazione da parte dei suoi. «Noi tra i favoriti per la Champions? Può essere la logica conseguenza di quello che sta esprimendo la squadra, ma dobbiamo rimanere molto concentrati a fare quello che abbiamo fatto in questi primi sei mesi, poi sarà quel che sarà», ha aggiunto il tecnico interista. «Abbiamo fatto sei ottimi mesi, ma la cosa più importante sono questi tre che mancano. Va tutto molto veloce, dobbiamo essere concentrati anche quando dormiamo: le insidie sono dietro l'angolo». --