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paviaIl sindaco Fabrizio Fracassi apre (con cautela) a quello che qualcuno ha già chiamato il "lodo Mangiarotti", la proposta del segretario provinciale di Fratelli d'Italia di votare solo la parte pubblica del Pgt accantonando per ulteriori approfondimenti le parti che riguardano investimenti urbanistici privati.Una proposta, quella di Mangiarotti, rivolta essenzialmente alla maggioranza di centrodestra che ha espresso più di un dubbio sulla variate al piano di governo del territorio portata in consiglio dall'amministrazione Fracassi. Le opposizioni, infatti, hanno detto e ribadito che mai voteranno la variante al Pgt che il consigliere della lista "Cittadini per Pavia" (l'ex Cittadini per Depaoli) ha addirittura definito "piano Attila". Il primo banco di prova sarà a breve: il Pgt tornerà nell'aula del Consiglio il 26 febbraio.sindaco dialoganteFabrizio Fracassi non respinge al mittente la proposta di Mangiarotti ma qualche paletto lo mette: «È fondamentale, per il bene della città, che la variante al Pgt passi per quanto riguarda i grandi progetti di rilancio come il parco Cardano e di rigenerazione e riqualificazione cone Necchi, Neca e Aresenale. Progetti, lo ricordo, già finanziati e in gran parte avviati. Fondamentale per il futuro di Pavia e dei giovani. Detto questo, se vogliamo parlare di progetti che non abbiamo questo enorme impatto pubblico, sono disposto, come lo sono sempre stato, a sedermi al tavolo e discutere».la lega si toglie qualche sassolinoStessa linea dal segretario provinciale della Lega Jacopo Vignati: «La proposta di Mangiarotti l'avevo portata in maggioranza mesi fa - commenta - quando ci eravamo trovati di fronte a un "no" su tutta la linea anche da alcuni alleati. Ora sono contento che si ritroviamo sulla stessa lunghezza d'onda. Parliamo delle parti private della variante in discussione ma mettiamo in sicurezza i progetti necessari per dare alla città un futuro migliore». no da Forza ItaliaMolto più scettico il capogruppo di Forza Italia in Consiglio comunale Giovanni Demaria: «Da Mangiarotti mi aspetterei motivazioni più dettagliate sulla sua proposta: quali parti private, ad esempio. Io sono pronto a votare in blocco la variante al Pgt che è arrivata in Consiglio: l'ho letta, l'ho votata un anno fa, la rivoterei ovviamente anche adesso».L'opposizione non cambia ideaDiscutere si può discutere, ma la variante Fracassi al Pgt va cestinata per ripartire daccapo: è la posizione di Roberto Rizzardi, capogruppo in Consiglio della lista Cittadini per Pavia. «Quella di Mangiarotti è una proposta su cui si può ragionare, ma credo che sia tecnicamente inattuabile - spiega -. La strada maestra da seguire è cancellare tutto e ripartire da capo con altre premesse». Sulla parola «inattuabile» mette l'accento anche alice Moggi della lista Pavia a Colori: «Sono già state bocciate una serie di osservazioni che non possono tornare in discussione, Non vedo come si possano stralciare parti del Pgt che sono già state adottate. È una strada tecnicamente non percorribile».Fabio Castagna, vicecapogruppo del Pd in Consiglio, è altrettanto contrario: «Non si capisce cosa Mangiarotti intenda per parti pubbliche: anche il recupero dell'ex Necchi, per fare un esempio, è un progetto privato. Detto questo, ritengo si debba azzerare tutto l'iter perchè se parte delle votazioni non sono valide per voti incompatibili, c'è il rischio che tutto il documento venga invalidato. Non si capisce quindi perchè esporsi a questo rischio». --