Vaccari tenne a battesimo la prima scuola di studi sociali
la storia«La Scuola di Scienze politiche inaugurata all'Università», titolava la Provincia Pavese del 3 febbraio 1924. Una cerimonia aperta da Pietro Vaccari, sindaco di Pavia e docente di Diritto, alla presenza del rettore Arrigo Solmi e di molti importanti cattedraici. Il 7 febbraio, iniziavano poi «i corsi della Scuola Superiore di Scienze Politiche - spiega Arianna Arisi Rota, docente di Storia contemporanea - Creata insieme a quelle di Padova e della Sapienza, si trattava di un'esperienza pilota nell'ancora per poco unica università statale della Lombardia, il cui monopolio sarebbe venuto meno quello stesso anno - dopo un lungo braccio di ferro risalente addirittura al periodo postunitario - con l'inaugurazione l'8 dicembre della Statale di Milano».«È dunque tanto più significativo - prosegue Arisi Rota -, nella prospettiva di quella profonda trasformazione del sistema universitario lombardo, che Pavia decidesse di potenziare la propria offerta con una scuola di studi storici e politici destinata alla formazione alle carriere pubbliche, in particolare, la carriera diplomatica, che nell'ambito di una progettata riforma del Ministero degli Esteri allora in fase di studio, avrebbe richiesto una preparazione specifica. La Scuola, inaugurata il 31 gennaio 1924 nel teatro di Fisica, fu il risultato delle iniziative soprattutto di Pietro Vaccari, sindaco, docente di Diritto ecclesiastico a Giurisprudenza (il figlio Giovanni sarebbe diventato a sua volta primo cittadino nel dopoguerra), cui si sarebbero affiancati docenti quali Camillo Supino, Gino Dallari e Arrigo Solmi, professore di Diplomazia e Storia dei Trattati, rettore dal novembre 1923 e futuro deputato. Come hanno ricostruito Marina Tesoro e Donatella Bolech Cecchi nei loro studi, dopo un anno di transizione, la Scuola sarebbe stata trasformata in facoltà, la quinta dell'ateneo, inizialmente frequentata da una quarantina di studenti, tutti maschi, di cui 7 matricole e una trentina di iscritti al 4° anno, a testimonianza di come la nuova facoltà venisse percepita quale alternativa a Giurisprudenza. Tra i profili professionali nella vocazione formativa delle Scienze Politiche pavesi vi erano i funzionari dello Stato, i giornalisti e i diplomatici». --