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Bufera su Francesca Albanese, la relatrice del Consiglio dei diritti umani dell'Onu alla quale Israele ha deciso di negare l'ingresso nel Paese a causa «delle sue oltraggiose affermazioni sul fatto che "le vittime del massacro del 7 ottobre non sono state uccise per la loro ebraicità ma in risposta all'oppressione israeliana"». Una decisione resa nota dai ministeri degli Esteri e degli Interni e rafforzata da un post su X del capo della diplomazia dello Stato ebraico Israel Katz nel quale ha chiesto la sua destituzione al segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres. «Il tempo del silenzio ebraico è passato - ha scritto Katz -. Affinché l'Onu riacquisti credibilità, Guterres deve denunciare inequivocabilmente le dichiarazioni antisemite della loro "inviata speciale" Francesca Albanese e rimuoverla immediatamente dal suo incarico. Impedirle l'ingresso in Israele servirà a ricordare duramente le atrocità commesse da Hamas, compreso lo spietato attacco agli innocenti». Ma da Albanese non è arrivata nessuna marcia indietro. Sempre su X ha insistito. Il divieto di ingresso «da parte di Israele non è una novità. Israele ha negato l'ingresso a tutti i relatori speciali/OPt dal 2008! Ciò non deve diventare una distrazione dalle atrocità di Israele a Gaza, che stanno raggiungendo un nuovo livello di orrore con il bombardamento di persone nelle "aree sicure" di Rafah». Alla richiesta di rimozione da parte di Israele si è associato il vice ministro degli Esteri Edmondo Cirielli, che ha invitato i vertici Onu e in primis Guterres a «valutarne l'immediata destituzione», definendo Albanese «con posizioni filo Hamas». --