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PAVIANel 2023, in media, i pavesi hanno respirato 19 microgrammi di polveri ultrasottili (Pm 2,5) per metro cubo di aria: Una quantità al di sotto del valore soglia europeo (25mg per metro cubo), ma molto al di sopra del livello stabilito dall'Organizzazione mondiale della sanità che invece individua in 5mg per metro cubo il valore limite per la protezione della salute. E Pavia si piazza tra le nove città più inquinate per la quantità di polveri fini in atmosfera: Padova 24mg/mc, Vicenza 23, Cremona e Treviso 21, Bergamo e Verona 20, Brescia, Pavia e Piacenza 19.il pm10 in caloVa meglio per il Pm 10, con una media annuale di 28 mg per metro cubo, inferiore al valore europeo dei 40mg per metro cubo, ma decisamente superiore alla soglia dettata dall'Oms di 15mg/mc. E, sempre per quanto riguarda il Pm10, Pavia ha fatto registrare uno sforamento di 33 giorni, rispettando però il limite dei 35 giorni di superamento del livello giornaliero di 50mg/mc, previsto dalla normativa. A scattare la fotografia dello stato dell'aria che respiriamo quotidianamente è Legambiente che ha monitorato i livelli di inquinamento di 98 città italiane. Stando al report Mal'aria, le condizioni della città delle cento torri sono migliorate rispetto al 2022 quando il Pm10 aveva superato per 55 giorni il limite normativo per gli sforamenti e aveva fatto registrare valori medi annui pari a 32 mg/mc. Stabile invece il valore del Pm 2,5: 19 mg/mc sia nel 2023 che nel 2022. «Il miglioramento che si riferisce al Pm10 - sottolineano da Legambiente - è principalmente attribuibile alle condizioni meteorologiche favorevoli, anziché ad un effettivo successo delle azioni politiche intraprese per affrontare l'emergenza smog».nuovi limiti europeiMa attenzione, tutti i valori attuali dovranno ridursi drasticamente entro il 2030, quando entrerà in vigore, a livello europeo, la nuova direttiva sulla qualità dell'aria. Ecco quindi che Pavia, per quanto riguarda il Pm10, dovrebbe diminuire la concentrazione attuale del 28% entro sei anni e, per quanto riguarda il Pm 2,5, del 47%. Percentuali sulle quali punta l'indice Legambiente, ricordando che in Italia ci sono 47.000 decessi prematuri all'anno proprio a causa del Pm2.5 e sottolineando che sono ancora più stringenti i parametri previsti dall'Oms. «Se il 2030 fosse già qui, il 69% delle città risulterebbe fuorilegge per il Pm10 e l'84% per le polveri fini - sottolineano dall'associazione ambientalista -. Ancora una volta l'obiettivo di avere un'aria pulita nei centri urbani italiani rimane quindi un miraggio. Serve invece un cambiamento radicale, attuando misure strutturali ed integrate, capaci di impattare efficacemente sulle diverse fonti di smog, dal riscaldamento degli edifici, dall'industria all'agricoltura e la zootecnia fino alla mobilità». --Stefania Prato