Casa di comunità, aperto il cantiere: pronta a marzo

BELGIOIOSOSono iniziati i lavori della nuova casa di comunità e della centrale operativa territoriale, pronte a marzo. Mentre partirà a breve, per terminare all'inizio del 2025, l'intervento di riqualificazione dell'ospedale di comunità, tutto all'interno del complesso ospedaliero di Belgioioso.Ieri mattina la visita al cantiere dei vertici del San Matteo, proprietario della struttura, e di Asst. Se Asst gestirà le due strutture che erogheranno servizi sanitari e socio sanitari, il policlinico invece si occuperà di ambulatori specialistici, diagnostica e cure palliative. Insomma cambia volto il presidio di Belgioioso al quale potranno rivolgersi i circa 50mila abitanti della Bassa e sul quale sono stati dirottati, per gli interventi di riqualificazione, 4 milioni di euro provenienti dal Pnrr. Un ospedale 2.0, vicino al territorio, «come peraltro vuole la riforma sanitaria regionale che intende potenziare la medicina di prossimità», avverte il presidente del San Matteo Alessandro Venturi che poi spiega: «Sarà l'esempio di sanità territoriale, una struttura in grado di dare risposte ai cittadini con patologie di bassa e media intensità che necessitano di essere guidati in un percorso di cura. Qui si prenderanno in carico pazienti che devono essere stabilizzati prima del rientro al domicilio, con l'apporto, fondamentale, degli infermieri e dei medici di medicina generale». Per il presidente Venturi si tratta di un «risultato ottenuto anche grazie alla lungimiranza dei sindaci della Bassa». «Un nuovo Pronto soccorso sarebbe stato impossibile, anche per la sicurezza dei pazienti».Il direttore generale di Asst Andrea Frignani, sottolinea che, a regime, l'ospedale di comunità potrà contare su 8 infermieri, 1 coordinatore infermieristico, 6 Oss, oltre alla presenza per circa 5 ore al giorno di un medico, 6 giorni su 7. «Per il resto del tempo e nelle giornate festive ci sarà comunque una pronta disponibilità - spiega -. Esprimo soddisfazione per l'avvio dei lavori secondo la tempistica prevista e ringrazio il San Matteo per questo intervento di recupero edilizio, finanziato nell'ambito del Pnrr, che ci consentirà di offrire nuovi servizi a favore del territorio». Saranno complessivamente 11 gli infermieri presenti nella Casa di comunità (6) e nella centrale operativa territoriale (5) per quasi 20 ore al giorno. «Nell'evoluzione della riforma lombarda, è la struttura ideale per seguire pazienti cronici e fragili e offrire loro servizi diagnostici in base alle singole patologie - precisa Giancarlo Iannello, direttore socio sanitario di Asst -. Importante il ruolo degli infermieri di famiglia il cui numero, ora di 60 in provincia, verrà incrementato».L'ospedale, che sarà green, grazie ad un innovativo impianto fotovoltaico, «sarà un unicum», sostiene il sindaco Fabio Zucca. «Avrà la guardia medica e altre importanti funzioni e potrà contare sull'apporto di medici specialisti, oltre a servizi di diagnostica - spiega -. Rispetto alle prospettive di chiusura di 6 anni fa, questa è la conferma che era possibile realizzare qualcosa di diverso, anche grazie ai fondi dell'Unione europea. Un presidio che sarà centro di cura e assistenza socio sanitaria di cui il territorio aveva bisogno. Ringrazio le minoranze guidate da Piero Costa e Andrea Staniscia per aver lavorato con l'amministrazione per il raggiungimento di questo obiettivo». --Stefania Prato