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Avrebbe costretto la sua fidanzata di 16 anni a prostituirsi con almeno 40/50 uomini in circa tre mesi perché aveva bisogno di soldi per saldare i debiti con un «fornitore» di droga. E poi l'avrebbe minacciata di diffondere le foto e le chat con i clienti qualora non avesse continuato. Immagini postate sui social aumentando lo stato di «prostrazione» della ragazzina. Un incubo che è finito martedì sera quando il giovane di 26 anni è finito in carcere dopo una indagine lampo della Procura di Milano. Nell'ordinanza del gip milanese Alberto Carboni, si ricostruisce la drammatica vicenda venuta a galla dopo la denuncia ai carabinieri della madre della minorenne, il 16 gennaio scorso. Che segnalava le minacce subite dalla figlia da parte del fidanzato con il quale aveva chiusa la relazione. La mattina di quel giorno, stando alla denuncia, lui aveva dato appuntamento alla ragazzina e, dopo averle strappato di mano il cellulare e trovato alcuni messaggi indirizzati ad altri, l'avrebbe aggredita sia verbalmente che fisicamente. Poi le minacce e i ricatti: «datemi i soldi o non vi restituisco il cellulare», aveva detto al telefono alla madre. Il giovane dopo aver modificato gli account della ragazzina ha postato sul suo profilo Instagram foto intime e un video in cui la diffama, facendo espliciti riferimenti all'uso di droghe e al sesso a pagamento. Incontri con uomini adulti, ha raccontato agli investigatori la madre, che lui organizzava: «la faceva anche drogare». Parole confermate dalla vittima che ha spiegato che il fidanzato le aveva proposto di vedere gli uomini che rispondevano agli annunci da lui caricati sul un sito online. «Ho fatto l'errore più grande della mia vita», «mi sono fidata di lui» e di pensare di essere stata al «sicuro» e «protetta» ha detto. L' incubo, fatto di botte, insulti e prostituzione con tariffe che andavano da 80 a 150 euro con 40/50 uomini, è durato da «novembre» fino alla scorsa settimana. Lui, descritto dal gip con una «personalità incline alla violenza e, soprattutto, soggetta a scatti d'ira che comportano la totale perdita di autocontrollo», è in carcere con le accuse di induzione e sfruttamento della prostituzione, revenge porn, atti persecutori e estorsione. --