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l'eventoCani di piccola e di grande taglia, cani da caccia e da compagnia. Ce n'erano diversi, ieri mattina, alla chiesa di Santa Maria delle Grazie, dove è stata organizzata la benedizione degli animali in occasione della ricorrenza di Sant'Antonio Abate. L'assolata giornata, per quanto invernale, ha consentito a chi voleva invocare la protezione del santo sul proprio amico a quattro zampe di partecipare all'iniziativa coordinata dall'associazione "La Clessidra" con il patrocinio del Comune. La messa è stata celebrata da Don Cristiano Orezzi, il quale nell'omelia si è rivolto in particolare agli allievi delle quarte e delle quinte dell'istituto comprensivo "Pertini", dell'istituto "Santa Caterina" (Suore Agostiniane) e dell'istituto "Sacra Famiglia" (Suore Benedettine) ricordando loro il rapporto speciale che da sempre esiste tra uomini e animali, invitandoli a trattare sempre questi ultimi con il dovuto rispetto.A seguire, gli alunni delle scuole hanno proposto diverse letture, sia dedicate alla vita monastica di Sant'Antonio che, appunto, agli animali.Al termine della messa, davanti all'ingresso della chiesa, sul sagrato, Padre Arcadio ha poi recitato la preghiera di benedizione degli animali domestici di piccola taglia. Presenti all'iniziativa, oltre agli studenti, anche un nutrito gruppo di vogheresi e diverse associazioni di volontariato, una rappresentanza dell'amministrazione comunale (la vicesindaca Simona Virgilio, l'assessore alla cultura Carlo Fugini e diversi consiglieri) e persino la sindaca Paola Garlaschelli rigorosamente accompagnata dal proprio cane. «Da anni - dice Luisa Dosseni Spalla, presidente dell'associazione "La Clessidra" - organizziamo questa celebrazione, e quest'anno non abbiamo fatto eccezione, pur limitandoci ai soli cani per motivi sanitari. Hanno comunque partecipato in tanti, segno che si tratta di una festività sentita, e voglio ringraziare sia la comunità pastorale (padre Cristoforo che ci ha ospitati e Don Cristiano Orezzi che ha celebrato) che quella scolastica (gli studenti in primis, ma anche i loro insegnanti) per la preziosa collaborazione. Sono convinta che sia importante insegnare alle nuove generazioni, e quindi ai più piccoli, il rispetto per la vita di tutti, e specialmente per quella dei più indifesi. Occasioni come questa ci consentono di farlo, svolgendo un compito educativo importante in un contesto insolito che non è quello della classica aula scolastica». --s. sim.