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Si annuncia una «guerra» di consulenze e perizie sul quadro del pittore del Seicento senese Rutilio Manetti, al centro dell'inchiesta che vede il sottosegretario alla Cultura Vittorio Sgarbi indagato per riciclaggio di beni culturali. Dopo il sequestro probatorio effettuato venerdì, su delega dei pm di Macerata, del dipinto che era nella disponibilità del sottosegretario, gli inquirenti nei prossimi giorni dovrebbero procedere con la richiesta di una consulenza sull'opera. Dal canto suo Sgarbi, in base a quanto si apprende, prima che l'opera finisse sotto sequestro ha chiesto ad alcuni esperti di visionare il dipinto. Una attività peritale di parte che al momento non è stata ancora cristallizzata in un vero e proprio documento da mettere a disposizione di chi indaga. Venerdì i militari dell'Arma si sono recati nei vari domicili di Sgarbi che ha consegnato spontaneamente l'opera. Posti sotto sequestro anche documenti, computer, carte e telefonini che ora verranno analizzati da chi indaga. Al centro della vicenda la tela del 1600 di grosse dimensioni raffigurante 'un giudice che condanna un uomo dal viso venerando dal profilo di San Pietro' «di autore ignoto - scrivono i carabinieri - che ricorda i pittori Solimena e il Cavallino, provento di un furto nel castello di Buriasco (Torino) denunciato dalla proprietaria Margherita Buzio il 14 febbraio 2013 ai carabinieri di Vigone». --