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Rishi Sunak a tutto campo: dopo aver ordinato gli attacchi congiunti con gli Usa sugli Houthi in Yemen, il premier britannico ha raggiunto Kiev per annunciare 2,9 miliardi di nuovi aiuti al presidente ucraino Volodymyr Zelensky e firmare un accordo bilaterale «senza precedenti» sulle garanzie di sicurezza all'Ucraina, il primo Paese G7 a farlo dopo che tutte le nazioni del gruppo avevano promesso di siglare intese simili al vertice Nato di Vilnius lo scorso anno. Il premier britannico prova così a colmare un vuoto che resta in Occidente sull'assistenza militare per il Paese invaso, e a dare un segnale positivo dopo lo sconfortante annuncio della Casa Bianca della fine dei fondi americani e il conseguente stop alle forniture per Kiev. Immediata la replica tagliente del superfalco di Putin, Dmitri Medvedev, agli «eterni nemici» inglesi: «Spero che capiscano che il dispiegamento del loro contingente militare ufficiale in Ucraina significherà una dichiarazione di guerra al nostro Paese», ha affermato il vicepresidente del consiglio di sicurezza russo. Un'opzione, quella delle truppe britanniche sul terreno, che non è contemplata nell'intesa. Il nuovo pacchetto da 2,5 miliardi di sterline - circa 2,9 miliardi di euro - «è il maggiore dall'inizio della guerra» fornito da Londra e comprende «centinaia di droni» da consegnare nei prossimi mesi, ha spiegato Sunak. Si tratta di «un segnale forte» rivolto sia a Kiev sia a Mosca, ha sottolineato il primo ministro Tory, secondo cui per aiutare Kiev «dobbiamo fare di più»: esitare sugli aiuti all'Ucraina non farebbe altro che «incoraggiare» Vladimir Putin e i suoi alleati della Corea del Nord e dell'Iran. Il nuovo sostegno britannico è compreso nel patto bilaterale siglato dai due leader a Kiev e definito da Zelensky «un momento spartiacque nella storia europea». --